Rossi detta le nuove regole: i danni li pagheranno sindaci e proprietari Il governatore sul fronte della ricostruzione: voglio efficienza come a Cardoso e ogni settimana andrò in Lunigiana FIRENZE. Enrico Rossi, presidente della giunta regionale, detta le nuove regole in materia urbanistica, mettendo un freno allo sviluppo edilizione che non tiene conto della natura. «Mai più un mattone in una zona a rischio - dice il governatore -: chi lo farà, deve assumersi oneri e responsabilità». Due leggi approvate a tambur battente dal consiglio regionale per affrontare l'emergenza alluvione in Lunigiana, ma anche l'impegno a cambiare radicalmente, con le buone o le cattive, la politica urbanistica, mettendo un freno a uno sviluppo edilizio che non ha tenuto conto della natura. Il presidente Enrico Rossi ha affrontato il tema dell'emergenza in Lunigiana guardando anche al futuro e lo ha fatto con una proposta «pesante». «Mai più un mattone in una zona a rischio - ha detto - e chi lo vorrà fare, dovrà assumersene oneri e responsabilità». Sia per quanto riguarda i Comuni, che per quanto riguarda i proprietari che non potranno poi chiedere un rimborso dei danni. Il consiglio regionale, convocato in seduta urgente, ha approvato ieri mattina l'aumento dell'accisa sulla benzina, che per un anno aumenterà di cinque centesimi al litro; una misura dalla quale dovrebbero arrivare sessanta milioni di euro. Contemporaneamente, è stata approvata, sempre all'unanimità, una proposta di legge che prevede un intervento di solidarietà di 100mila euro a favore delle zone alluvionate. Il presidente non ha lesinato le critiche al passato. «Ho effettuato una ricognizione dall'alto in Lunigiana e dall'elicottero si percepisce appieno l'entità della tragedia. Ma emerge - ha spiegato - anche quanto poco lungimirante sia stata la capacità di rapportarsi con la natura». Se si guarda la zona che è stata invasa dalle acque ad Aulla, ha fatto notare, «si capisce che quella era una zona destinata ad essere allagata, come peraltro è scritto nelle nostre carte fino al 1990». Eppure, nonostante il fatto che negli ultimi anni la Regione abbia finanziato lavori per aumentare la sicurezza del territorio per 40 milioni di euro, gran parte dei quali già completati, non si è potuto evitare la tragedia. Rossi ha garantito il massimo impegno nella ricostruzione: «Pensiamo a un intervento che vorremmo avesse la stessa efficienza di quello effettuato a Cardoso. Per questo, una volta la settimana mi recherò in Lunigiana e istituirò un ufficio con gli assessori maggiormente coinvolti per coordinare gli interventi». Per Rossi, dobbiamo capire che d'ora in avanti «siamo noi a riparare i danni chiedendo uno sforzo di solidarietà ai cittadini e non possiamo certo farlo ogni anno. Anche per questo, dobbiamo dare ai cittadini toscani la certezza che da un certo giorno in poi non si alza più un mattone in una zona a rischio e che se lo si dovesse fare, ciò sarà possibile solo assumendosi oneri e responsabilità». Per il presidente sarebbe preferibile bloccare qualsiasi tipo di edificazione in zone non immuni dal rischio idrogeologico, che «bisogna ricontrollare i vincoli che spesso vengono aggirati e attenuati, grazie a tutti i passaggi che ci sono nella nostra legislazione». Ma se poi si decide di costruire ugualmente, dovranno essere sia il Comune che i privati ad assumersi gli oneri per i danni che possono subire, rispettivamente, le comunità e i singoli. In sostanza, chi autorizza e chi costruisce nelle zone a rischio sappia che poi non potrà chiedere che la comunità intervenga per riparare i danni subiti. «Questo è un passaggio ineludibile. Passeremo in rassegna tutta la situazione toscana. Sotto il profilo dei vincoli idrogeologici c'è un bisogno assoluto di stabilire regole precise. Dovremo costruire una cartina della regione nella quale siano indicate le aree nelle quali non si può costruire e quelle nelle quali si potrà, ma solo a condizione di assumersene il rischio». Per quanto riguarda gli interventi per permettere alla Lunigiana di risollevarsi, Rossi ha fissato le priorità. «Dobbiamo dare una mano a imprese e commercio: non possiamo aspettare che arrivino i finanziamenti del governo. Dobbiamo consentire a queste imprese di ricorrere al credito». La formula scelta è quella già adottata per il comparto edile con prestiti che avranno un anno di preammortamento nel quale non si rimborserà il capitale e con un intervento di un milione di euro da parte della Regione per abbattere gli interessi. L'obiettivo è predisporre uno stock di finanziamenti di una ventina di milioni di euro a cui poter accedere immediamente. La scaletta delle azioni sarà così articolata: in primo luogo gli interventi per l'emergenza; poi si penserà a rifondere le attività economiche e i privati che hanno avuto danni ai beni mobili (sono state censite circa 700 auto distrutte) e immobili, con circa duecento cittadini le cui abitazioni non sono agibili. Poi si penserà alla ricostruzione delle opere pubbliche: ci sono cinque ponti da ricostruire e una viabilità sistemata solo temporaneamente. A Parana, ad esempio, il genio civile costruirà un ponte Bailey, mentre a Mulazzo si è deciso di realizzare un guado in attesa di ricostruire il pnte crollato. Parte dei fondi derivanti dall'accisa sulla benzina verranno utilizzati per accrescere la sicurezza dei territori: «Stiamo passando in rassegna tutte le opere messe in cantiere e commissarieremo quelle che non vanno avanti. Si potranno poi aggiungere anche altre risorse, riorientando dei fondi stanziati per la cura dei boschi. Dobbiamo attenuare prima possibile il rischio idrogeologico, nella consapevolezza che è impossibile garantire una messa in sicurezza totale».
TOSCANA - Vuoi edificare? Ti prendi i rischi
Il governatore Enrico Rossi ha detto che i danni causati dall'alluvione in Lunigiana dovranno essere pagati dai sindaci e dai proprietari. Ha anche affermato che non si potranno più costruire in zone a rischio idrogeologico senza assumersi oneri e responsabilità. Rossi ha garantito il massimo impegno nella ricostruzione e ha fissato le priorità per l'intervento. Ha anche annunciato un aumento dell'accisa sulla benzina di cinque centesimi al litro, che dovrà arrivare a sessanta milioni di euro. La Regione ha anche approvato una proposta di legge che prevede un intervento di solidarietà di 100mila euro a favore delle zone alluvionate.
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