Happening a un anno dal primo crollo. Lunedì la visita di Hahn e Galan La mobilitazione. Architetti e archeologi organizzano via Fb un sit-in per la Schola POMPEI. Tra inchieste e scambi di accuse sulle responsabilità, a un anno dal crollo della Scuola dei gladiatori cosa è stato fatto per portare Pompei fuori dalle emergenze? Se lo chiedono i cinquemila iscritti al profilo di Facebook istituito dal Comitato Cincinnato, nato per sensibilizzare il mondo su quanto sta accadendo negli scavi di Pompei. Il popolo del social network non è composto da giovani in cerca di dialogo con coetanei, ma di adulti con le idee chiare, seri professionisti del settore, archeologi, storici dell'arte, architetti, ingegneri che intendono salvare l'area archeologica da una seconda morte. Gli «amici» del Comitato Cincinnato si sono dati appuntamento a domani alle I l a piazza Anfiteatro per aderire alla manifestazione Pompeii November 6 -2011 pro Schola Armaturarum- ad un anno dal crollo». Ed è tra i veleni e sospetti che la soprintendenza si prepara alla visita che lunedì porterà agli Scavi il Commissario Ue Johannes Hahn, accompagnato dal ministro per i Beni e le Attività Culturali, Giancarlo Galan, dal ministro per gli Affari Regionali, Raffaele Fitto, dal sottosegretario per i Beni e le Attività Culturali, Riccardo Villari, dal presidente della Regione Campania Stefano Cal-doro, dal segretario generale del MiBac, Roberto Cecchi, dal Capo di Gabinetto del ministro Galan Salvatore Nastasi, e dal sindaco di Pompei Claudio D'Alessio. Una visita-sopralluogo in vista dello sblocco dei finanziamenti promessi dall'Unione europea. I sindacati, intanto, pur criticando la gestione della soprintendenza non entrano nel merito della lettera che il senatore Riccardo Villari, nominato «tutore» degli scavi di Pompei dal ministero, ha scritto a Galan per denunciare i ritardi e le presunte incompetenze della dottoressa Cinquantaquattro. «La sola figura della soprintendente non basta per evitare che Pompei continui a crollare - afferma Amedeo Baittir, segretario regionale della Cgil - bisogna istituire nuovamente la figura del city-manager e svincolare la soprintendenza di Pompei da quella di Napoli. Per amministrare Pompei si richiedono competenze di primo ordine, se la si accorpa ad un altro museo è normale che la situazione sfugge dal controllo. E poi - aggiunge Baittir - nutro forti dubbi sulla seria volontà di salvaguardare il sito archeologico. Non sarà che il vero interesse sono i finanziamenti? Solo quando si parlerà di tutela e fruizione, a mio avviso, si inizierà a fare sul serio. Poi ci sono le grandi aspettative delle assunzioni, sperando che non ci deludano. In un territorio povero come il nostro, quando si parla di assunzioni, si aprono varchi infiniti di aspettative». L'Ugl, invece, dice «basta ai soprintendenti con la valigia che vengono a Pompei solo per fare carriera». Renato Petra, coordinatore nazionale dell'Ugl Beni Culturali, è categorico: «Gli scavi non hanno bisogno di una soprintendente che trascura il sito per studiare da dirigente». Poi afferma che «Galan è come Totò. Il principe De Curtis riuscì a vendere il Colosseo, il ministro ha venduto fumo, millantando di aver portato soldi a Pompei. In realtà i finanziamenti non solo sono europei, e non ministeriali, ma erano già previsti prima che arrivasse lui a vendersi meriti che non gli appartengono. E poi - insiste - i progetti ci sono o non ci sono? Un giorno si devono redigere e occorrono quattro mesi per farlo, il giorno dopo, per magia, i progetti ci sono. Per quanto tempo ancora dobbiamo brancolare nel buio?».