Sistemare l'archivio del Lloyd Triestino nel Magazzino 26 di Porto vecchio: è partita una formale richiesta di Italia nostra per creare il «museo permanente attivo della storia marinara di Trieste», in continuità col Polo museale della Centrale idrodinamica i cui restauri dovrebbero finire a dicembre. L'impulso è di Antonella Caroti che da anni lavora alla costituzione del Polo museale del porto, ma il progetto, in gestazione silenziosa da tempo, è di ex dipendenti lloydiani, a partire dall'ex vicedirettore generale Giovanni Bertali. La pubblicizzazione dei contenuti di quell'archivio, che dopo 11 anni di parcheggio proprio in un magazzino di Porto vecchio per conto della Regione è adesso nei magazzini del comunale Museo del mare, e i dubbi sulla possibilità di esporre i 6130 pezzi freschi di nuovo inventario, hanno spinto i proponenti a render noti intenti e contatti. Qualche anno fa l'allora presidente della fondazione per il museo del porto, Aldo Cuomo, interpellato sulla possibilità di accogliere i ricchi materiali Lloyd, aveva risposto che non c'era posto. Ora invece il Magazzino 26, sfumate le fiere, e con contatti in corso anche sul fronte scientifico per trovare una destinazione stabile, torna interessante anche come nuovo Museo del mare. Italia nostra ha scritto al sindaco Cosolini, all'assessore alla Cultura Andrea Mariani, all'assessore regionale Elio De Anna, al presidente dell'Autorità portuale Marina Monassi, al direttore regionale dei Beni culturali Giangiacomo Martines, al presidente della Camera di commercio Antonio Paoletti, ai concessionari di Portocittà. Tra i proponenti anche Giovanni Usberghi, Franco Bari, Claudio Orelli e Gelsomino Sirabella per la Wàrtsilà. Il modello: l'Interna-tional Maritime museum di Amburgo con cui ci sono contatti dal 2010. La proposta ora si allarga anche a «ulteriori materiali storici delle altre aziende marinare di Trieste».