«I nuovi edifici per la sanità al Lido sono di buona qualità architettonica. E a Malamocco abbiamo ottenuto una riduzione dell'edificato, il mantenimento dell'area verde accessibile al pubblico». Si dice soddisfatto l'assessore all'Urbanistica Ezio Micelli, dopo le decisioni dell'ultima Conferenza dei servizi che giovedì pomeriggio ha dato il via ai due progetti elaborati dall'architetto Carlo Magnani, ex rettore dell'Iuav. Al posto del Monoblocco, che andrà demolito per consegnare l'area a Est Capital-Mantovani, sarà costruito un nuovo edificio al posto dei Padiglioni di Ginecologia, dall'altra parte della strada. Da registrare su questo punto uno «show» a inizio seduta del soprintendente regionale Ugo Soragni, per la prima volta presente a fianco della soprintendente Renata Codello. «Ci sono stati degli errori nella procedura di autorizzazione», ha scandito il dirigente regionale, nel silenzio e nell'imbarazzo generale, «perché quel padiglione è vincolato». Ma il dirigente ha poi assicurato che il progetto non sarà bloccato, e nei prossimi giorni provvederà a far avere il documento di autorizzazione. Più una questione formale e una polemica contro la sua soprintendente, dunque, che una differenziazione nel merito. «Si va avanti», garantisce il commissario Vincenzo Spaziante, «non c'è alcun problema di illegittimità degli atti già approvati». Il vero problema è invece quello finanziario. Dei 18 milioni di euro necessari per la realizzazione di nuovi servizi sanitari, solo 9 sono disponibili da parte della cordata Mantovani-Est Capital. Asl e Regione hanno annunciato che non metteranno un euro, il Comune non ha soldi. Dunque i soldi restanti dovrebbero arrivare dai privati al Comune al termine delle operazioni sugli altri grandi progetti. A cominciare dall'ospedale al Mare, già approvato che diventerà residenza, centro commerciale, negozi, e poi dalla darsena da mille posti a San Nicolò. E infine dal Palacinema, bloccato dopo la scoperta dell'amianto, per cui nelle prossime ore il sindaco Giorgio Orsoni valuterà con il commissario la nuova proposta arrivata ieri e firmata Mantovani Est Capital. Al posto del grande Sasso da 80 milioni di euro sarà costruito un piccolo auditorium a carico dei privati. Il Comune dunque dovrebbe ricavare da tutta l'operazione almeno 40 milioni di euro. Oltre a riprendersi le prerogative affidate al commissario tre anni fa. La polemica intanto non si ferma. Anche se rispetto all'impatto iniziale le cose sono un po' migliorate, con maggiore «permeabilità» pubblica per i progetti di Malamocco e dello stesso Ospedale al Mare. secondo i comitati di AltroLido, l'isola sarà presto investita da una colata di cemento.
Venezia, ex ospedale al mare. Micelli: Siamo soddisfatti. Soragni, polemica sui vincoli
I nuovi edifici per la sanità al Lido sono di buona qualità architettonica. A Malamocco, il progetto è stato approvato con una riduzione dell'edificato e il mantenimento dell'area verde accessibile al pubblico. L'assessore all'Urbanistica Ezio Micelli è soddisfatto. Al posto del Monoblocco, che andrà demolito, sarà costruito un nuovo edificio. Ci sono stati degli errori nella procedura di autorizzazione, ma il dirigente regionale ha assicurato che il progetto non sarà bloccato. Il vero problema è finanziario, con solo 9 milioni di euro disponibili per la realizzazione di nuovi servizi sanitari.
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