Al Salone di Torino e a Tokyo i prestigiosi riconoscimenti da parte degli esperti Il processo di ricostruzione dell'Aquila è sempre accompagnato da aspre polemiche, ma a livello internazionale continuano ad arrivare prestigiosi riconoscimenti per il modo in cui nel capoluogo regionale si sta procedendo alla salvaguardia (messa in sicurezza) e al recupero del patrimonio artistico e culturale danneggiato. Al punto che il sistema che si sta adoperando appunto a L'aquila potrebbe assurgere a modello scientifico da seguire in altre parti del mondo . L'ultimo apprezzamento si è avuto nei giorni scorso al "Dna.Italia" di Torino, il Salone dedicato alle tecniche (tecnologie e metodologie) per la conoscenza, conservazione, fruizione e gestione del patrimonio culturale. Il vice commissario per la tutela dei beni culturali Luciano Marchetti ha presentato tutto il lavoro svolto dalla struttura del commissario alla ricostruzione, Gianni Chiodi, per la tutela del patrimonio culturale in cui rientrano a pieno titolo non solo gli edifici monumentali, ma anche i centri storici. Marchetti ha illustrato il catalogo dei Beni culturali colpiti dall'evento sismico del 6 aprile 2009 focalizzando l'attenzione su come, fin da subito, si è avviata un'importante campagna di rilevamento del danno a chiese e palazzi sia pubblici che privati, culminata nella realizzazione di un database utile alla programmazione e al coordinamento della successive attività di recupero. I dati raccolti sono stati informatizzati e organizzati e la messa in sicurezza dei beni storico-artistici è stata avviata dalla struttura con l'obiettivo della preservazione di tutto il patrimonio danneggiato. Il vice commissario ha portato al Lingotto di Torino una serie di pannelli con didascalie tecnico-scientifiche sul lavoro realizzato per mettere in sicurezza il patrimonio culturale del cratere sismico. In precedenza L'Aquila era stata protagonista a Tokyo al "34 Symposium on the Conservation and Restoration of Cultural Property" dove i monumenti aquilani danneggiati dal sisma del 2009 sono stati al centro dell'attenzione. «È stata un'esperienza molto positiva ha riferito Luciano Marchetti - perché il seminario è stato un momento di confronto con esperti di tutto il mondo su quale ricostruzione attuare per il patrimonio culturale. Tra i due filoni di pensiero, quello di un ripristino tout court del manufatto, come è avvenuto per esempio a Dresda, oppure quello di un'integrazione che tenga conto di quanto resta, è prevalso il secondo, tanto più valido per gli interventi sul patrimonio culturale abruzzese danneggiato dal sisma del 2009. Una ricostruzione di questo genere naturalmente deve prevedere un'opera di messa in sicurezza come quella adottata per L'Aquila». «L'attenzione che ci è stata riservata in Giappone dimostra quanto la ricostruzione dell'Aquila sia apprezzata a livello internazionale - è il commento di Gianni Chiodi e il Simposio di Tokyo è stato l'ulteriore conferma di come l'Abruzzo sia considerato un esempio da seguire e un modello da adottare in caso di simili calamità naturali».
Il "modello aquilano" fa scuola nel mondo
Il processo di ricostruzione dell'Aquila è stato apprezzato a livello internazionale, in particolare al Salone di Torino e a Tokyo. Il vice commissario per la tutela dei beni culturali, Luciano Marchetti, ha presentato il lavoro svolto dalla struttura del commissario alla ricostruzione, Gianni Chiodi, per la tutela del patrimonio culturale. Il database dei beni culturali colpiti dal sisma del 2009 è stato presentato e i dati raccolti sono stati informatizzati e organizzati. La messa in sicurezza dei beni storico-artistici è stata avviata con l'obiettivo della preservazione di tutto il patrimonio danneggiato.
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