Vandalismo. Il ragazzo è stato denunciato. Nel 2008 un altro caso Coppia coreana come in un film culto giapponese Sono 463 gli scalini per arrivare in cima alla Cupola del Brunelleschi. Una coppia di giovani coreani, poco più che ventenni, li ha saliti ieri pomeriggio per poter ammirare dall'alto lo splendore di Firenze. Solo che, una volta completata la scalata, hanno pensato al film culto dei giovani orientali Calmi cuori appassionati (2001) del giapponese Nakee Isamu, una sorta di Tre metri sopra il cielo. Come i protagonisti della pellicola, hanno deciso di vergare sui marmi della Cupola, a colpi di pennarello nero indelebile, una scritta per lasciare ben impresso il ricordo del loro amore. Ma P.J., 23 anni, è stato colto in flagrante dagli addetti alla vigilanza dell'Opera del Duomo proprio mentre stava ultimando l'ideogramma, grande 28 centimetri per 20. Il giovane è stato subito fermato e «consegnato» alla pattuglia della polizia municipale che sorveglia a piazza. Sanzionato con una denuncia per danneggiamento aggravato, il 23enne orientale ha tentato prima di giustificarsi, poi ha ammesso le proprie colpe scoppiando in lacrime davanti agli agenti. Quello di ieri pomeriggio non è il primo caso del genere che suscita clamore. Nel 2008, anche una studentessa giapponese fan di Isamu aveva deciso di riservare un trattamento analogo ai marmi del Brunelleschi. Vi lasciò scritti il suo nome, quello di cinque amiche, la data e le iniziali della loro scuola. La scritta in giapponese però non passò inosservata. Un mese dopo, un altro turista del Sol levante scattò una fotografia del graffito e la inviò all'università delle ragazze. La studentessa se la cavò con una strigliata e, secondo la stampa nipponica, le autorità fiorentine, convinte dalle profonde scuse, rinunciarono a chiedere i danni. Insieme alla ragazza, c'erano anche tre studenti: rei confessi a seguito di una segnalazione anonima con foto, rischiarono l'espulsione da scuola. Un caso che, sui media nipponici, suscitò per giorni grande clamore. Le scale che portano in vetta alla Cupola sono tappezzate da scritte vergate da turisti incivili. Gli addetti alla sorveglianza vigilano, ma sconfiggere la maleducazione sembra una missione impossibile. L'unico rimedio efficace contro i vandali è la protezione in plexiglass a metà del percorso, lungo il corridoio che corre attorno al grande affresco all'ombra della Cupola. Nei giorni di punta, i visitatori del gioiello del Brunelleschi schizzano fino a 4.000. Senza contare le 1.500 persone che salgono sul campanile di Giotto. E i fiumi d'inchiostro, con scritte in tutte le lingue in cima alla Cupola, sono la triste eredità. A Firenze, gli episodi d'inciviltà si susseguono da Santa Croce a Palazzo Vecchio, da Santissima Annunziata al piazzale Michelangelo. Tutti vogliono mettere la propria «firma» sui monumenti fiorentini. E la massima ispirazione pare essere suscitata mentre i turisti stanno in coda agli Uffizi, dove le scolaresche arrivano a vergare sui muri anche tutto l'elenco della classe.