Torna il rosa di Guardi Tutto senza pubblicità: era vietato Sprazzi di rosso e oro, i colori della Serenissima, e un marroncino simile a un'albicocca matura. Alla loro vista i restauratori hanno sgranato gli occhi: quei colori sulle arcate delle Procuratie Vecchie di piazza San Marco li avevano visti solo nel dipinto di fine settecento di Francesco Guardi, «Piazza San Marco parata per la festa della Sensa». Nessuno si aspettava di trovarli nel 2011 sotto lo spesso strato di fuliggine che ricopriva le arcate di quelle che un tempo erano le case dei Procuratori della Repubblica e che oggi ospitano negozi, gli storici caffè Quadri e Lavena e uffici. Così le imprese che dal 2009 stanno restaurando la facciata delle Procuratie più antiche di San Marco hanno deciso di riportarli alla luce. Hanno cambiato metodo di lavoro, usando un pennellino al laser e impacchi biologici per rimuovere lo sporco e non cancellare quella preziosa eredità che dagli anni d'oro della Serenissima è arrivata fino a noi. «Le indagini di laboratorio hanno mostrato che le coloriture erano diffuse e volute», spiega l'architetto Gretchen Alexander, direttrice dei lavori con le ditte Garbuio e Lithos. Nel riparare i frammenti danneggiati di pietra d'Istria - le Procuratie sono costruite di blocchi uniti da giunture di ferro - è arrivata un'altra sorpresa: sono riemerse scritte e disegni della Repubblica. La facciata dell'edificio che dalla Torre dell'Orologio si estende per 152 metri fino all'Ala Napoleonica nasconde cioè nelle arcate e nelle decorazioni, tracce di nove secoli di storia di Venezia. Oggi grazie ai restauri ritornano alla luce del sole. Solo in due arcate, più prossime all'accesso del bacino Orseolo, i colori sono spariti per sempre. I cantieri del 1975 hanno ripulito con troppa intensità lo smog. In 40 anni le tecniche di restauro si sono però raffinate. «Non sono stati usati abrasivi o solventi solo metodi soft di pulizia e riparazione», continua la direttrice. Merli, vasi e capitelli sono stati ricostruiti al millimetro, le guglie rinsaldate con un sistema di tiranti e gli infissi riparati. A pagare i 3 milioni di intervento i 28 condomini delle Procuratie, capitanati dalle Assicurazioni Generali che possiede la fetta più ampia dell'immobile. A metà novembre - «acqua alta permettendo», dicono le maestranze - il ponteggio sparirà dalla Piazza ma la facciata rimarrà una sorvegliata speciale. La società Arcadia ha infatti realizzato un software informatico che permette di monitorare i cambiamenti del tempo sulle Procuratie grazie a un sistema di raccolta di immagini. Se poi ci saranno i fondi, sarà pubblicato un volume sull'operazione che ha radici nel 1999 quando furono fatti i primi sondaggi all'edificio. Intanto, in primavera all'Iuav sarà discussa la tesi di Laura Arcaro, studentessa che ha lavorato ai cantieri. La soprintendenza veneziana invece si è arricchita di un faldone di oltre 3mila pagine di studi, rilievi e analisi sulle Procuratie. E tutto senza nemmeno un'affissione pubblicitaria. Le Procuratie Vecchie sono proprietà privata e la legge non permette di recuperare fondi con sponsor come invece è successo per i vicini di casa Palazzo Ducale, Museo Correr e Biblioteca Marciana.