Entro fine anno il Comune dovrebbe chiudere un accordo con la Sovrintendenza retta da Stefano Gizzi per dare il via libera alle pratiche di condono che riguardano le violazioni dei beni paesaggistici e storici. Una notizia non di poco conto se si considera che sono pendenti in attesa del via libera più o meno 30mila pratiche per un valore di circa 30 milioni di euro, soldi che servono alle casse semivuote di Palazzo San Giacomo. La questione è una ferita aperta dai tempi della giunta Iervolino. Che con Gizzi non è mal riuscita a chiudere l'intesa. Il sovrintendente infatti ha sempre negato qualsiasi parere favorevole per questo tipo di pratiche. Tuttavia il lavoro della passata amministrazione a qualcosa è servito. Si parte da una base di ragionamento importante. Tanto che le parti stanno chiudendo un articolato protocollo d'intesa con il quale finalmente si dovrebbe riaprire la partita. Da un lato, quello di chi vuole rientrare nella legalità si presenterebbe una opportunità storica. Dall'altro, per il Comune, ci sarebbe l'opportunità di introitare dei fondi che sarebbero davvero una manna. Giova ricordare che nei passati 5 anni la giunta lervolino ha incamerato la bellezza di 70 milioni attraverso un condono prorogato ben 9 volte. Questo il quadro della situazione alla quale oltre agli uffici sta lavorando l'assessorato all'urbanistica retto da Luigi De Falco che ha frequenti contatti con Gizzi, un feeling sicuramente diverso da quello del passato. «Ora - spiega il presidente della commissione urbanistica Carlo Ianniello - Comune e Sovrintendenza collaborano, una novità importante perché ragionano su cose su cui si intendono vale a dire la concezione che il paesaggio, la città, il territorio sono un bene comune da difendere». E ieri in Commissione urbanistica c'è stato proprio Gizzi, si è parlato anche di Bagnoli, sottoposto dai consiglieri a un vera galleria di quesiti. Che vanno dalla salvaguardia delle strade a quella di non rilasciare autorizzazioni per l'apertura di supermercati nel centro storico. «Su Bagnoli - spiega il sovrintendente - il piano lasciato da Vezio De Lucia per l'area occidentale qualche problema ce lo ha lasciato. Si sviluppa solo in orizzontale mentre oggi servirebbe uno sviluppo in verticale. D'accordo sul fatto che in quell'area va tutelato anche lo stadio San Paolo». Tornando alla questione del patrimonio, al di là del condono il protocollo d'intesa al vaglio dei due enti dovrebbe consentire di sbloccare la vendita anche di quegli immobili di proprietà del Comune ma vincolati per il loro valore storico e paesaggistico e architettonico. Anche in ballo ci sono tanti soldi. Le mancate autorizzazioni alla vendita valgono 300 milioni. Si tratta di 172 immobili sui si aspetta il sì di Gizzi. La scheda 30.000 Le pratiche bloccate dalla sovrintendenza perchè non garantiscono la tutela paesistica Il protocollo. Verso l'intesa per sbloccare le istanze che attendono il via libera da oltre due anni Gli introiti. Lo sblocco del condono dovrebbe produrre circa 30 milioni per il Comune Gli incassi. Negli ultimi cinque anni la giunta lervolino ha incassato circa 70 milioni con un condono prorogato 9 volte
Napoli. Svolta condono, ok allo sblocco di 30mila pratiche
Il Comune di Napoli sta per chiudere un accordo con la Sovrintendenza per dare il via libera alle pratiche di condono per le violazioni dei beni paesaggistici e storici. Ci sono circa 30mila pratiche pendenti, con un valore di circa 30 milioni di euro. Il sovrintendente Stefano Gizzi ha sempre negato un parere favorevole, ma la passata amministrazione ha fatto lavorare per qualcosa. Le parti stanno chiudendo un protocollo d'intesa per riaprire la partita. Il Comune potrebbe introdurre fondi per introitare 30 milioni, mentre la Sovrintendenza potrebbe sbloccare la vendita di 172 immobili di proprietà del Comune, valenti 300 milioni.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo