Milano Inaugurata la raccolta di Banca Intesa Sanpaolo: forma un sistema integrato con Brera, Palazzo Reale e le collezioni dell'Otto e Novecento «Gallerie d'Italia»: da Canova a Boccioni gli ideali popolari del Paese Gallerie d'Italia Tra la suggestione poetica di Manzoni e la ricerca del vero Antidoto al disinteresse per la storia della cultura e alla liquidazione della tradizione artistica italiana in favore di un conformista multiculturalismo, sono state inaugurate ieri a Milano le Gallerie d'Italia - Piazza Scala, un nuovo museo di Intesa Sanpaolo in collaborazione con Fondazione Cariplo (apertura gratuita sino alla fine delle feste natalizie). E' uno spazio espositivo permanente di 3mila metri quadrati progettato da Michele De Lucchi in un complesso architettonico di pregio tra via Morone, via Manzoni e piazza della Scala. Occupa infatti due palazzi storici affiancati che ospitano 197 opere dell'Ottocento italiano, in particolare lombardo, di cui 135 appartenenti alla collezione della Fondazione Cariplo e 62 a quella di Intesa Sanpaolo. Gli spazi sono quelli del settecentesco Palazzo Anguissola e dell'adiacente Palazzo Brentani, ai quali si affiancherà, nella primavera del 2012, anche l'apertura a museo della storica sede della Banca Commerciale Italiana in piazza della Scala di Luca Beltrami (ospiterà la sezione dedicata al Novecento). Il neoclassico Palazzo Anguissola Antona Traversi fu realizzato su progetto di Felice Soave tra il 1775 e 111778 e riadattato nel 1829 da Luigi Canonica, che è anche progettista di Palazzo Brentani. Si tratta di due architetti ticinesi come svizzero-italiano fu Simone Cantoni, progettista dell'adiacente palazzo del Museo Poldi Pezzoli. Questa apertura, che avviene in un momento estremamente delicato dei rapporti tra istituti finanziari e comune sentire, offre un esempio dell'impegno sociale di alcune grandi banche e fondazioni. Un ruolo che, ora supplisce, ora affianca quello delle istituzioni, permettendo di condividere un patrimonio comune che, nel caso di questa collezione curata da Fernando Mazzocca, propone un itinerario alla scoperta di una Lombardia ottocentesca protagonista del Romanticismo europeo, del Risorgimento italiano e dell'industrializzazione borghese. Forse è un bene che un grande museo sulle radici anticipi l'avvento di quello sulle culture all'Ansaldo, certamente molto più up-to-date, ma tendente ad omologare ogni espressione culturale con scarse funzioni educative. Tuttavia è necessario che questa nuova galleria si raccordi con altre già presenti sul territorio: a Milano, infatti, si trovano a poche centinaia di metri due musei dell'Ottocento e due musei del Novecento. Da qui l'auspicio del presidente del consiglio di sorveglianza di Intesa Sanpaolo, Giovanni Bazoli, che «intorno alla cultura, si ritrovi uno spirito di collaborazione tra istituzioni. In questo momento drammatico dal punto di vista non solo economico, da Milano, che ha sempre fatto da traino al resto d'Italia, può partire un nuovo spirito». Un auspicio per creare un modello anche fisico, una grande isola, un distretto dei musei intorno a piazza della Scala raccolto dall'assessore della nuova giunta Pisapia, Stefano Boeri: «Bisogna spingere perché lo Stato sblocchi il progetto Grande Brera in modo che questa pinacoteca seconda solo agli Uffizi, con Palazzo Reale e con questo nuovo museo crei un sistema coordinato, diventi un trittico, un Dna della città». Le 197 opere esposte nelle Gallerie d'Italia sono distribuite tra le stanze al piano terra e al piano nobile di Palazzo Anguissola e al pianterreno di Palazzo Brentani. Il percorso sarà diviso in tredici sezioni. Parte dai bassorilievi realizzati da Antonio Canova per Abbondio Rezzonico, nipote di papa Clemente XIII, che accolse il grande veneto a corte in «sostituzione» del defunto conterraneo Piranesi. Segue la sala dedicata a Francesco Hayez e al melodramma; poi altre sul fascino del pittoresco e del mondo popolare (Migliara, Piccio e Inganni); altre sull'epica risorgimentale con Gerolamo Induno; altre ancora al vedutismo milanese (raffigurazioni dei Navigli) e a Manzoni, sino al simbolismo di Gaetano Previati (La danza delle ore del 1899, che chiude il secolo). Protagonisti di queste e altre sezioni sono il cattolicesimo ambrosiano, la borghesia, il ceto popolare, il paesaggio urbano e montano, sino a quello industriale presente anche nella sezione dedicata a Umberto Boccioni con le sue Le officine a Porta Romana, che fanno da snodo con la galleria dedicata al Novecento di prossima apertura (inizio 2012). Ultimo neoclassicismo, vedutismo, pittura storica e di genere, simbolismo e divisionismo sono gli stili artistici rappresentati. Dei quasi cento artisti esposti ci sono alcuni capolavori, come I due Foscari di Francesco Hayez, l'Interno del Duomo di Angelo Inganni; La raccolta dei bozzoli di Giovanni Segantini, il Ritratto di Fattori nel suo studio di Giovanni Boldini; La leçon de chant di Federico Zandomeneghi. Certo, siamo di fronte a un genere di pittura che va sottratta alla polvere e spiegata ai ragazzi delle scuole (come ha sollecitato il presidente della Fondazione Cariplo, Giuseppe Guzzetti) in maniera totalmente nuova, né attraverso la riduzione dell'immagine a videogioco, ma neppure con apparati critici obsoleti e inascoltabili. L'esposizione di De Lucchi è molto rispettosa del palazzo tutto specchi e stucchi degli Anguissola, con le opere esposte appoggiate su neri cavalletti d'acciaio e accompagnate con didascalie assai chiare. Il segno di De Lucchi diventa più marcato in Palazzo Brentani, con la ripresa di colori forti che richiamano quello delle gallerie dei collezionisti fine Ottocento. Grazioso il giardino interno, il disco di Pomodoro nel cortiletto e un caffè con vista parco. L'apertura di Gallerie d'Italia - Piazza Scala, fa parte di un più vasto Progetto Cultura di Banca Intesa Sanpaolo, che comprende la già avvenuta apertura di palazzi storici diventati musei (Palazzo Zevallos a Napoli e Palazzo Leoni Montanari a Vicenza) e l'iniziativa Restituzioni, con la quale la banca ha finanziato il restauro di 600 opere indicate dalle sovrintendenze. L'apertura è avvenuta ieri sera (sino all'una di notte) in un contesto di festa, con proiezione sulle facciate di un'allegoria di figure ispirate all'opera di Giulio Aristide Sartorio e in concomitanza con la «prima» della Filarmonica della Scala, per la quale Daniel Barenboim ha diretto musiche di Debussy, Strauss ma anche I vespri siciliani di Verdi. Al termine, il teatro alla Scala si è reso disponibile per visite dietro le quinte. Nella primavera 2012 sarà inaugurata anche la seconda parte di Gallerie d'Italia, quella di Palazzo Beltrami su piazza Scala, dove saranno ospitate le collezioni del '9oo. Si partirà dai Futuristi, Balla, Depero per passare a De Chirico e De Pisis, quindi al Movimento Arte Concreta, al Gruppo degli Otto, sino alla Poesia visiva, all'Arte Povera ora di gran moda, Burri, il Concettuale, la Pop Art e la Nuova Figurazione. Ci dovrebbe essere spazio anche per il contemporaneo (forse la Beecroft) e per qualche maestro extra-moenia: Picasso, Kandinsky e Warhol.