Un mondo sepolto, ma basta spostare la tendina ed esplode. Storia della marineria a Trieste, finora in quarta linea nell'immagine identitaria. Ma i tesori nascosti sono tanti, oltre all'archivio del Lloyd. Nel magazzino del Museo del mare ci sono per esempio in deposito anche le collezioni (imballate) dell'associazione Aldebaran, che possiede inoltre 600-700 modellini di navi. Esiste una collezione di 7200 disegni in 29 volumi di tutte le navi passate per il porto di Trieste a firma di Paolo Klodic (1887-1961), funzionario del Porto sotto l'Austria, al vertice della Capitaneria di porto fino al 1954. Ci sono collezionisti privati in possesso di centinaia di migliaia di foto e oggetti d'ogni epoca, preoccupati della sorte di un simile personale archivio difficile da gestire. Esistono i quadri di Alexander Kircher a Trieste molto poco noto, le cui opere si trovano soprattutto nel Museo della marineria di Rovigno in Istria. Il triestino Kircher era stato pittore ufficiale della Marina asburgica e in seguito dell'impero germanico: i suoi suggestivi velieri da guerra su mari in tempesta sono opera d'arte e documento. Senza poi dire di chi raccoglie il vasto campionario di opere a stampa relative all'argomento. Già quanto conservato del Lloyd da riscontro visivo del raggio internazionale di Trieste, specie dopo l'apertura del Canale di Suez nel 1869. E chi aveva favorito, su incarico del Lloyd, l'impresa? Pasquale Revoltella, nella cui ricca casa sta il museo di arte moderna: tutto si lega.