Se a Firenze 1' Arno esondasse di nuovo, la Biblioteca nazionale finirebbe sott'acqua. Ne è convinto Learco Nencetti, della Confsal-Unsa Beni culturali il quale spiega come la struttura «solo a parole» sia «sicura; nei fatti, prosegue, Nencetti, ogni volta che piove, lì piove sul bagnato e nei depositi». A conferma di ciò, Nencetti ricorda che, appena martedì scorso, pur con poca pioggia, l'acqua in Biblioteca ha colpito»; e quanto al rischio che la biblioteca possa essere travolta dall'Arno in caso di alluvione, il sindacalista lo definisce «ancora probabile» e aggiunge che il «Piano di rischio a cura del Laboratorio di restauro della Biblioteca a poco serve per il nuovo chilometro lineare di scaffali che a giorni verrà consegnato; purtroppo, sarà installato al pari o sotto il livello dell' Arno, alla faccia della prevenzione del rischio idrogeologico ed idraulico». Ieri, intanto, è stata presentata in Palazzo Vecchio una teca commemorativa - realizzata da Publiacqua in collaborazione con lo studio fiorentino di architettura Rrs-Studio - contenente una serie di oggetti di uso quotidiano risalenti all'alluvione del '66. I rifiuti, strappati via dall'acqua, erano sepolti lungo gli argini del fiume e sono stati ritrovati grazie ai lavori di scavo per l'Emissario in Riva Sinistra d'Arno. Oggi, in concomitanza con i 45 anni dal disastro, si terrà infine il Consiglio comunale speciale per l'alluvione nel cenacolo della Basilica di Santa Croce (ore 11.30).