L'articolo è lo sintesi del discorso del presidente del Consiglio di sorveglianza di Intesa Sanpaolo per l'inaugurazione delle Gallerie d'Italia a Milano Il passare del tempo mi rende sempre più convinto del privilegio straordinario di cui godiamo noi italiani, per il fatto che le generazioni da cui siamo stati preceduti nei secoli, nonché il Creatore, ci hanno consegnato un ambiente così permeato di bellezza e di poesia, così ricco di valori storici, culturali e artistici, che noi e i nostri figli, vivendo in tali luoghi, respiriamo e ci nutriamo di questi beni quasi senza rendercene conto. Un giorno, in modo quasi provo-catorio, sostenni che tutti i soggetti economici con sede nel no-stro Paese dovrebbero sentirsi obbligati a destinare una frazione degli utili alla difesa e alla valorizzazione di tale patrimonio. m. a non è forse vero che proprio le nostre banche hanno sempre dimostrato una tale sensibilità? È infatti una nobile e consolidata prassi, scritta nella storia delle banche italiane, dall'Umanesimo al Novecento, a integrazione della loro funzione istituzionale di supporto allo sviluppo economico del Paese, quella di concorrere alla promozione civile e culturale della nazione, con una peculiare attenzione nei confronti del patrimonio artistico e culturale. Intesa Sanpaolo ha dimostrato nel tempo il proprio impegno in tale senso. Ma ora, con questo nuovo progetto- che è stato condiviso dai suoi maggiori azionisti - ha fatto un passo ulteriore in tal senso, dando vita ad una vera e propria programmazione degli interventi in campo culturale, strutturata e scandita nel tempo. Ed è stato colto il 150 anniversario dell'Unità d'Italia come simbolico punto di riferimento delle iniziative del primo piano triennale, che renderà fruibili al pubblico, nelle sedi storiche del Gruppo, le collezioni di proprietà. Non si tratterà di un semplice processo di musealizzazione di opere d'arte e tanto meno di una apertura episodica e occasionale dei palazzi del Gruppo. L'intento è quello di aprire nel cuore delle città centri di elaborazione e di pro- mozione culturale, luoghi vitali e spazi di bellezza, per contribuire alla rinascita delle città stesse. Dopo Vicenza e Napoli, a Milano si compie il maggiore intervento in questa direzione. Il polo museale di Piazza Scala è un insieme di palazzi e giardini, tutti di proprietà della nostra banca, tutti di singolare bellezza e interesse architettonico e storico-civile, tutti fin qui pressoché sconosciuti: un quadrilatero nel cuore di Milano, che viene messo per sempre a disposizione del pubblico, della città e della nazione, insieme alle collezioni d'arte che vi sono ospitate. La singolarità straordinaria di questa iniziativa sta nel fatto che queste raccolte d'arte - per ora le collezioni dell'Ottocento appartenenti alla Fondazione Cariplo, e poi quelle del Novecento, tutte della nostra banca, che verranno esposte l'anno prossimo -sono presentate in perfetta corrispondenza storica e stilistica con gli ambienti e gli edifici che le ospitano. È un investimento unico nel suo genere: un'iniziativa, crediamo di poter dire, mai realizzato prima da nessun'altra banca. Questo è ciò che oggi abbiamo realizzato a Milano. E che replicheremo a Torino, a Napoli e in altre città. Oggi quello che offriamo ai milanesi e all'intera nazione, grazie anche al fondamentale concorso della Fondazione Cariplo, è la novità di un grande Museo dell'Ottocento (soprattutto lombardo), che è composto da opere sino a ora pressoché sconosciute e che racconta e fa rivivere in edifici della stessa epoca le diverse e appassionanti fasi storiche di quel secolo che fu decisivo per la nascita della nostra nazione. La sede storica della Banca Commerciale Italiana è palazzo Beltrami che, costruito per ospitare la Comit, concorse a formare Piazza della Scala. Questo edificio, per le vicende storiche su cui è inutile proiettare nostalgie ha perso la sua originaria funzione; ma si vede oggi attribuire - a fianco di quella operativa- una nuova destinazione, culturale e museale, che resterà per sempre. E che sarà utilizzata con particolare attenzione ai giovani. Siamo convinti che questa sede museale potrà contribuire a rivitalizzare il centro storico cittadino, perché questa piazza - su cui si affacciano La Scala, uno dei centri universali di cultura musicale, Palazzo Marino, sede della massima autorità cittadina, la Galleria Vittorio Emanuele, spazio idealmente occupato dalla società civile - è uno dei luoghi simbolo di Milano nel mondo. Se guardo, a posteriori, al cammino compiuto da quando nell'agosto del 1982 l'allora Governatore della Banca d'Italia, Ciampi, e il Ministro del Tesoro, Andreatta, mi convinsero ad accettare la guida di una banca fallita, mi appare incredibile la storia che si è dipanata in questi decenni. Un capitolo di questa storia fu l'acquisizione della Comit. Ebbene, sono del tutto sincero se dico che, in quel momento, non provai affatto il sentimento che vivo stasera, perché allora dominavano la preoccupazione, l'ansia, il senso di una pesante responsabilità. È invece un momento bello per tutti noi - e per me - questo in cui "riconsegniamo" a Milano, e al mondo, per un nuovo utilizzo che vorremmo servisse anche a rivitalizzare la città nel suo cuore storico, il palazzo sul cui frontone resterà per sempre l'insegna "Banca Commerciale Italiana". Lasciatemi allora pensare che questo evento potrebbe non dispiacere neppure al grande protagonista della Banca Commerciale Italiana, Raffaele Mattioli, il banchiere umanista, sotto la cui guida, tra l'altro, si formò proprio una parte della raccolta del Novecento che presenteremo l'anno prossimo. Qualcuno, legittimamente preoccupato per la gravissima situazione in cui si trova oggi il nostro Paese e in particolare per la penalizzazione che subiscono le banche italiane, potrebbe chiedere ragione di un così rilevante investimento culturale. Non è difficile rispondere. È proprio la consapevolezza che abbiamo del ruolo spettante a un'impresa bancaria che ci induce a concorrere alla crescita economica, e insieme, inscindibilmente a quella civile e culturale del nostro Paese. Intesa Sanpaolo ritiene doversi assumere una precisa responsabilità in tal senso, dando attuazione al principio costituzionale di sussidiarietà, in un momento che è tra i più drammatici per la vita delle istituzioni italiane operanti nei settori culturali e artistici, e non solo. La nostra prospettiva è quindi rivolta al futuro: noi intendiamo portare avanti questo programma con l'equilibrio e la misura che sono nello stile della nostra banca, dando fiducia all'Italia e alla cultura come autentica risorsa strategica per il Paese.
Le banche e il dovere di investire nella cultura
Il presidente del Consiglio di sorveglianza di Intesa Sanpaolo ha inaugurato le Gallerie d'Italia a Milano. Il passato è ricco di bellezza e poesia, e le banche italiane hanno sempre dimostrato una sensibilità per la promozione civile e culturale del Paese. Intesa Sanpaolo ha realizzato un nuovo progetto per valorizzare il patrimonio artistico e culturale, con un piano triennale che renderà fruibili alle collezioni di proprietà del Gruppo. Il polo museale di Piazza Scala sarà un insieme di palazzi e giardini, tutti di proprietà della banca, che sarà aperto al pubblico e alla città.
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