Le inchieste. I magistrati puntano l'indice contro le inefficienze Lunedì atteso il commissario europeo Hahn Le priorità. Sessantasei ettari di tesori senza alcuna protezione dai dissesti del sottosuolo POMPEI. Il futuro dell'area archeologica viaggia su due mondi paralleli ma contrapposti. Da un lato ci sono le varie inchieste giudiziarie che alzano il livello di tensione tra gli ambienti amministrativi della soprintendenza. Dall'altro la corsa contro il tempo della comunità europea, dell'Unesco, del governo centrale e locale e i privati per reperire fondi e realizzare progetti per scongiurare lo sgretolamento della città antica. Una garanzia che finalmente si sta facendo sul serio è, di certo, la visita a Pompei di Johannes Hahn, il commissario europeo che ha suggellato i rapporti di collaborazione tra la Comunità Europea e il governo, annunciata per lunedì 7 alle 13.30. La ricostruzione di Pompei, a un anno dal crollo della scuola dei gladiatori, parte, dunque, dai 105 milioni di euro che l'Europa ha voluto regalare alla città che racconta, attraverso le sue botteghe, i giardini, gli affreschi, i mosaici, le domus e quei calchi-corpi di gesso aggrovigliati, sorpresi dalle ceneri e dai lapilli di un Vesuvio infuriato, la quotidianità dei romani del 79 dopo Cristo. Almeno è quanto continuano ad assicurare dal ministero dei Beni Culturali e dalla soprintendenza archeologica di Napoli e Pompei. Tra le priorità da affrontare, per evitare che nuovi crolli feriscano il patrimonio culturale, c'è la messa in sicurezza idrogeologica. «Il Consiglio dei Beni Culturali - spiega il senatore Villari - ha approvato un piano per la manutenzione totale della città archeologica di Pompei. Prima, però, bisogna realizzare la messa in sicurezza e questo sarà possibile disimpegnando quelle risorse già disponibili nelle casse della soprintendenza». Pompei si estende su 66 ettari, di cui 44 scavati, conta 90 chilometri lineari di mura, 17mila metri quadrati di superfici sono dipinte, è visitata da 10mila turisti al giorno e da 2,5 milioni all'anno. «Pompei è una città antica più di duemila anni», ha detto Vittorio Sgarbi, avvalorando la tesi del senatore Villari, «ed è logico che, se non viene restaurata, crolla». Il primo cittadino di Pompei, Claudio D'Alessio, ripropone il piano salva scavi secondo il punto di vista di un sindaco che amministra una città di ventiseimila abitanti, ai quali si aggiungono cinque milioni di visitatori l'anno, divisi tra turisti e pellegrini. «La manutenzione ordinaria è il primo passo per la tutela del nostro patrimonio archeologico. Il problema dell'area archeologica di Pompei è proprio la mancanza di una manutenzione ordinaria garantita con continuità. Ribadisco la mia disponibilità, così come ho già fatto nel dicembre dello scorso anno, ad offrire alla soprintendenza i tecnici e le maestranze del comune a costo zero».