I trent'anni di impegno del Centro Europeo per il Turismo al servizio dell'arte Il Sottosegretario Giro: proteggiamo il territorio da abusi e deturpazioni Il Centro Europeo per il Turismo compie 30 anni e decide di festeggiare l'evento con un'attenta riflessione sullo stato dei beni culturali e sul lavoro svolto in questi anni. "Il Centro Europeo per il Turismo - spiega il presidente Giuseppe Lepore durante la conferenza stampa in Campidoglio, 'Dalle proteste alle proposte' - ha avuto la capacità di essere un testimone attento di una delle più importanti trasformazioni avvenute in Italia negli ultimi trent'anni, quella che qualcuno ha definito 'la scoperta' dei beni culturali - aggiunge - Ha saputo inoltre interpretare i segnali di cambiamento, di individuare le aree di crisi e proporre strumenti di risoluzione dei problemi". Ma non è tutto. Infatti, dietro al grande lavoro del Centro Europeo per il Turismo, si nasconde la mano incessante di chi ha fatto dell'arte, e della cultura in genere, la propria bandiera, la propria battaglia. Si deve moltissimo, infatti, ai Carabinieri, alla guardia di Finanza, per il recupero e la tutela dei beni culturali, così come si deve moltissimo ai sovraintendenti per il loro studio costante e a tutti coloro i quali lavorano lontano dai riflettori restituendo all'Italia il suo patrimonio culturale artistico. Il risultato di questa grande organizzazione eterogenea deve però raggiungere il grande pubblico, e per farlo è necessario trovare la chiave di lettura del nostro tempo. Il Centro diventa quindi mediatore in questa nuova era del "post industriale", come spiega il professor Andrea Carandini, presidente del Consiglio superiore dei Beni Culturali. "L'Italia è sempre stato un formidabile laboratorio di talenti al centro dell'Europa, se non del mondo. Oggi, però, la classe politica sembra non capire l'importanza del nostro patrimonio culturale, e sembra non capire che in esso è racchiuso il futuro del nostro Paese". Proprio dalla politica arriva un segno di incoraggiamento. "Siamo in un'epoca in cui è auspicabile costruire una 'società intenzionale' - spiega il sottosegretario ai Beni e Attività Culturali, Francesco Maria Giro - una società che riporti al centro l'uomo come persona in grado di comprendere meglio il mondo della vita, un mondo che non è solo fisico ma anche intellettuale. Questo impegno ontologico - precisa Giro - deve essere l'obiettivo del 'nuovo uomo' che deve, inoltre, saper cogliere quanto ci è stato lasciato per rendere grande questo Paese - aggiunge - Dobbiamo rivendicare il nostro ruolo che ha come fine quello di tutelare non solo i beni culturali, ma anche i paesaggi. Questo - sottolinea - vuol dire avere un controllo, un monitoraggio continuo sul territorio per proteggerlo dagli abusi e dalle deturpazioni. Per questo il ministero dei Beni Culturali è strategico" e non può non essere tenuto in forte considerazione. La riflessione di ieri ha evidenziato non solo i problemi da risolvere per rendere il patrimonio artistico più fruibile e meno elitario, ma ha evidenziato inoltre l'importante ruolo che oggi svolgono i media. Ed è proprio a questi che si rivolge il Centro Europeo per il Turismo, affinché l'arte, e la cultura in genere, possano essere sempre di più, un patrimonio condiviso e sentito da tutti gli italiani.
Beni culturali, non solo proteste
Il Centro Europeo per il Turismo compie 30 anni e celebra l'evento con una riflessione sullo stato dei beni culturali e sul lavoro svolto in questi anni. Il presidente Giuseppe Lepore sottolinea l'importanza del Centro nel testimoniare le trasformazioni avvenute in Italia negli ultimi trent'anni. Il lavoro del Centro è stato possibile grazie all'azione di molti professionisti, tra cui i Carabinieri, la guardia di Finanza e i sovraintendenti. Il Centro diventa mediatore per raggiungere il grande pubblico e trovare la chiave di lettura del nostro tempo. Il professor Andrea Carandini spiega che l'Italia è un formidabile laboratorio di talenti e che il patrimonio culturale è essenziale per il futuro del Paese.
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