LUCCA. Preparatevi a un viaggio affascinante, come novelli Indiana Jones alla scoperta di tesori nascosti. Oggi, infatti, con l'itinerario 9 di «Lucca Segreta» andremo dentro la chiesa di San Michele, sulle tracce dei taccuini di pietra, cioè i graffiti lasciati sulle colonne quasi mille anni fa dai costruttori della chiesa. Chissà quante volte ci siamo passati davanti, senza vederle. In questo caso siamo perdonati, non c'entra l'indifferenza o la fretta. È infatti impossibile scorgerli nella semi oscurità della chiesa, peraltro tipica di ogni edificio sacro. Per vederli, bisogna avere qualcosa che li illumina, per esempio una pila o la luce del telefonino. E solo in quel momento si mostra in tutto il suo fascino un mondo antico e sconosciuto fatto di volti, fiori, figure geometriche, draghi, leoni, uccelli, castelli. Un mondo fantastico che emerge dai secoli ed è lì, sorprendentemente intatto. È la testimonianza dei decoratori e dei costruttori della chiesa che, non avendo ovviamente carta e penna su cui scrivere, descrivevano così ciò che intendevano realizzare. E che realizzarono, visto che molti soggetti dei graffiti sono gli stessi delle opere compiute dell'edificio, tra cui le colonnine della facciata. Ci sono incisioni di questo genere anche all'esterno della chiesa, per esempio sulla parete laterale, dal lato della piazza San Michele, e in molte altre chiese della città. Un mondo affascinante e segreto tutto da scoprire. Continuano intanto ad arrivare le segnalazioni dei lettori, come quella per la cappellina datata 1660 e intitolata a San Paolino, peraltro in totale stato di abbandono e di incuria. L'ha scoperta Claudio Di Paolo che durante una passeggiata in Brancoleria ha percorso una stradina sterrata che da Tramonte conduce a Deccio imbattendosi nell'antica struttura ormai cadente. «Con un intervento minimo si potrebbe salvare questo piccolo gioiello che i prossimi nubifragi potrebbero cancellare definitivamente - racconta il lettore -. E sarebbe davvero un peccato. All'interno della cappella l'intonaco è graffiato, ma si vedono nitidamente ancora disegni e raffigurazioni dei santi e della Vergine che potrebbero essere restaurate e riportate all'antico splendore. Ma prima di quell'operazione, che richiede sicuramente fondi adeguati, c'è da sistemare il tetto che ormai sta crollando. Basta sostitutire tre travicelli all'altezza del piccolo altare per evitare che la prossima pioggia faccia crollare la struttura superiore. Una volta messa in sicurezza la cappellina, in modo che pioggia e grandine non causino danni ulteriori all'altare e alle pitture sulla roccia, si potrebbe pensare a una recupero completo».