Con quelle che si possono considerare le dimissioni virtuali del ministro Stefania Prestigiacomo, tra unondata di maltempo e laltra che minaccia di nuovo Liguria e Toscana, lemergenza ambientale del Malpaese esplode in tutta la sua gravità. "«Il Piano straordinario per il dissesto è ancora fermo al palo», ammette la stessa Prestigiacomo in commissione al Senato, aggiungendo che a tuttoggi «non è stata assegnata alcuna risorsa» al suo ministero e che il decreto legge di agosto «ha cancellato tutti i fondi statali». A questo punto, non resterebbe che appendere sulla porta dellAmbiente un cartello con la scritta «Chiuso per liquidazione»: né possono bastare gli stanziamenti demergenza annunciati ora per «mitigare lelevatissimo rischio» che incombe sulla città di Genova, a salvare la coscienza del ministro e del governo a cui appartiene. Sono proprio "lacrime di coccodrillo" come dice il nuovo capo della Protezione civile, Franco Gabrielli - quelle che stiamo versando per le dieci vittime della recente alluvione in Lunigiana e nelle Cinque Terre, come le altre che abbiamo già versato o purtroppo dovremo ancora versare in futuro per analoghi disastri ambientali. Morti e danni provocati non tanto dalla fatalità, ma innanzitutto dalla nostra incuria e irresponsabilità. E cioè, dallabbandono delle campagne e delle montagne; dalla cementificazione selvaggia e dagli abusi edilizi; dal dissesto idrogeologico; dalla "politica del condono" e così via. A questo scempio sistematico, favorito nel tempo dai vari governi della Repubblica, il governo terminale di Silvio Berlusconi ha deciso di dare il colpo di grazia con i cosiddetti "tagli lineari" che hanno ridotto drasticamente i fondi per il prossimo triennio. Oltre 228 milioni di euro in meno: più di 124 nel 2012, 45 e quasi 59 rispettivamente nei due anni successivi. E ciò limita la dotazione del ministero a421 milioni complessivi per lanno prossimo, rispetto ai 545 previsti dalla stessa Legge di Stabilità. Basti pensare che nel 2008 il bilancio del ministero era di un miliardo e 649 milioni. Escluse le spese di funzionamento, il taglio di 124 milioni inciderà nel 2012 sui circa 180 milioni destinati ogni anno agli interventi sul territorio: ne restano disponibili, quindi, una sessantina scarsi. Un obolo, una miseria. «In sostanza denuncia Gaetano Benedetto, responsabile delle Politiche ambientali per il Wwf abbiamo un dicastero che sopravvive a se stesso, con i soldi a malapena sufficienti per pagare gli stipendi del personale, ma con una capacità operativa praticamente azzerata». Ecco perché lassociazione presieduta da Stefano Leoni ha predisposto un documento con le sue osservazioni e proposte di emendamento alla cosiddetta Legge di Stabilità che rischia di decretare la definitiva instabilità del territorio nazionale. Al primo punto, si chiede al governo ancora in carica o a quello che verrà di mantenere per i prossimi due anni come per il ministero dei Beni culturali almeno gli stanziamenti originariamente previsti. Secondo il Wwf, è necessario confermare inoltre laccantonamento di 210 milioni di euro per interventi a favore della difesa del suolo che nel frattempo sono stati cancellati. Poi, cè il capitolo degli incentivi fiscali per il settore edile, in funzione del risparmio e dellefficienza energetica: qui si tratta di ripristinare le agevolazioni del 55(riqualificazioni) e del 36(ristrutturazioni), recuperando i fondi dai 400 milioni previsti per lautotrasporto. E infine, il Wwf sollecita la "stabilizzazione" del 5 per mille dellIrpef, a sostegno delle associazioni senza scopo di lucro che svolgono funzioni di utilità e promozione sociale, insieme agli enti di ricerca scientifica o sanitaria e alle università. Era un volontario Sandro Usai, leroe quarantenne travolto dallacqua a Monterosso, dopo aver salvato la vita a due persone. Il presidente della Repubblica ha già annunciato lintenzione di conferirgli alla memoria la medaglia doro al valor civile. Ma sono in tanti a lavorare in silenzio, e a rischiare la pelle ogni giorno, per difendere il nostro ambiente e la nostra salute.