Alla scoperta on line di San Girolamo e delle sue tele barocche Lavori al via per una «tomba condominio» L'obiettivo è dare al luogo l'attenzione che merita. Una visita alla chiesa di San Girolamo della Certosa senza spostarsi da casa. Con gli occhi puntati ai quadri più belli e ai particolari artistici più interessanti. Potendo leggere in tempo reale notizie storiche e curiosità. Basta un computer e un collegamento al sito della Certosa per fare un giro virtuale nella chiesa fondata nel 1334 e oggi tempio artistico del Cinquecento e Seicento bolognese. È il nuovo tassello del progetto di ricostruzione tridimensionale della Certosa, dopo il Chiostro III, il sacrario dei partigiani e quello della Grande Guerra. «Vogliamo renderla interamente percorribile, per farla conoscere meglio», spiega Mauro Felicori, neo direttore del dipartimento Economia e turismo e direttore dell'Istituzione musei civici, «fin dall'inizio abbiamo puntato sulla comunicazione proprio per rendere alla Certosa l'attenzione che merita». Intanto proseguono i lavori di restauro di opere antiche e di ripristino di vecchi sepolcri che vengono riassegnati alle famiglie oppure destinati a sepolcri condominiali, una nuova formula di tomba condivisa importata da Berlino e che sta cominciando ad avere successo anche qui. Il progetto Certosa, che ha goduto di un finanziamento della Fondazione Carisbo di 10o mila euro l'anno per tre anni grazie a una convenzione che verrà molto probabilmente rinnovata, ha consentito di realizzare il modello 3d di alcune parti del cimitero, grazie alla ditta Panebarco di Ravenna, il software, messo a punto dal Cineteca, e il database, con tutte le informazioni raccolte dagli istituti culturali della città. Un patrimonio di informazioni formato, come spiega Roberto Martorelli, responsabile del progetto Certosa per il museo civico del Risorgimento, «da 10.800 file che si trasformano in 550 biografie, oltre 550 schede di opere, 2.600 eventi multi-mediali, tra foto, video e libri scaricabili, e interventi di 50 autori». «Con la chiesa aggiunge si apre un nuovo importante tassello, perché qui è custodito uno dei cicli pittorici barocchi più importanti della città». Cliccando sul tasto museo virtuale non si ottiene solo una ricostruzione tridimensionale della chiesa. Ci si può muovere liberamente negli spazi e fermarsi davanti alle varie opere, proprio come se si fosse fisicamente presenti all'interno. E così scoprire le meraviglie qui custodite come il famoso ciclo cristologico, undici grandi tele con gli episodi più rilevanti della vita di Gesù, dipinti da Bartolemeo Cesi, dai Sirani, da Bibiena, Gessi, Pasinelli, Canuti e dal napoletano Rossi. Non mancano gli arredi tra cui lo splendido coro intarsiato risalente al 1539 e firmato da Biagio De Marchi. Di tutte queste opere, così come di quelle conservate nelle cappella laterali, sono disponibili schede e immagini. Proseguono intanto i lavori di restauro, non solo a una parte dei coperti, ma anche ad alcune opere. Come spiega Martorelli, «stiamo recuperando il monumento ai martiri dell'Indipendenza di Carlo Monari e l'affresco di Bartolemeo Cesi La Madonna col bambino, di metà '500». Sono partiti anche i lavori per sistemare antiche tombe da riassegnare, al costo di Zoo mila euro per 90 anni. «Dopo un periodo iniziale di incertezza sta prendendo piede il sepolcro condominiale per ossari o cenerari di circa 70 persone conclude Felicori . Il primo è completo, ora ne predisponiamo uno nuovo».
Bologna. Certosa tra restauri e 3d: visita virtuale alla chiesa
Il progetto Certosa, finanziato dalla Fondazione Carisbo, mira a rendere la Certosa più accessibile e conosciuta. Il progetto include la creazione di un modello 3D della chiesa e del cimitero, grazie al software Cineteca e al database dei musei civici. La chiesa, fondata nel 1334, è un importante luogo artistico del Cinquecento e Seicento bolognese, con opere di artisti come Bartolemeo Cesi e Biagio De Marchi. I lavori di restauro proseguono, inclusi quelli per il coro intarsiato e l'affresco di Bartolemeo Cesi. Il progetto include anche la creazione di sepolcri condominiali, una nuova formula di tomba condivisa importata da Berlino.
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