Tre anni fa un rogo danneggiò seriamente l'edificio MONCALIERI. Tre anni e mezzo esatti (domani) dopo il rogo, il Castello di Moncalieri ricomincia a vivere. Nei primi mesi del 2012 partirà il primo lotto dei lavori finanziati dal Ministero dei Beni Culturali, dalla Compagnia di San Paolo, dalla Regione e dall'Arcus (società di emanazione governativa per lo sviluppo dell'arte e della cultura) che consentiranno il - quasi - completo recupero del torrione sud-est, ferito dal rogo. Nei mesi scorsi (luglio e ottobre 2011) il direttore regionale per i beni paesaggistici e culturali del Piemonte Mario Turetta, vero artefice della ricostruzione che sta per iniziare, ha firmato le convenzioni con gli enti finanziatori. Ora tocca ai bandi per appaltare i lavori. Si partirà dalla Cavallerizza, uno dei gioielli del maniero: la più grande struttura del genere nelle residenze sabaude coi suoi 1000 mq di superficie. Verrà trasformata in una sala polivalente che potrà ospitare fino a 200 persone. Dice Turetta: «Ospiterà convegni, mostre, incontri». Proprio in questi giorni è in corso un dialogo tra il Comando del Battaglione dei carabinieri e la Soprintendenza per imbastire una disciplinare che stabilisca gli utilizzi precisi della costruzione di piazza D'Armi. I sei milioni di euro (3 stanziati da San Paolo, 1,3 da Arcus, 500 mila da Regione, 1,4 Ministero) serviranno anche ad altro. Più precisamente i fondi di Arcus verranno investiti in lavori che completeranno la messa in sicurezza strutturale dell'edificio già iniziati anni fa con la posa della copertura. Un esempio? La ricostruzione dei solai crollati uno sull'altro (tre piani) dopo che il fuoco aveva divorato le travi in legno che li sostenevano. Un nuovo impianto elettrico e un - altrettanto - nuovo sistema antincendio (quello vecchio è finito sotto accusa nel processo in corso sul rogo) completeranno il quadro. Secondo lotto di lavori: sono quelli finanziati coi fondi stanziati dalla Compagnia di San Paolo. Eccoli: restauro dell'appartamento della cosiddetta «Santa di Moncalieri», la principessa Maria Clotilde, il recupero della «Sala del Proclama» e dell'appartamento del re Vittorio Emanuele II, entrambi enormemente danneggiati dalle fiamme del 2008. Insieme a loro verranno recuperati lo Scalone d'Onore e la Cappella Regia. Infine anche l'appartamento della principessa Maria Letizia, unica area ad oggi aperta al pubblico, subirà un restyling. Obiettivo: mantenere in vita il sogno di ospitare il centro del libro. Un'ipotesi travagliata che ha già perso per strada un partner importante (il Museo del Libro che andrà altrove), sulla quale il direttore Turetta è ottimista: «Nel protocollo questo è un punto fermo. Il progetto del centro del libro c'è, ci sono i soldi e su questo ci stiamo muovendo. Detto ciò voglio condividere la mia soddisfazione anche con l'amministrazione di Moncalieri che ha fatto da pungolo in questo anno, interpretando un ruolo di stimolo in cui credo molto. Con questi lavori sentiamo di restituire a Moncalieri il suo faro». Il sindaco Roberta Meo incassa un risultato importante per la città: «Partire con la Cavallerizza significa, per questioni di tempistiche, avere presto a disposizione una struttura meravigliosa. Dalle potenzialità importanti». Aggiunge: «Mi fa piacere sapere che si parli del centro del Libro: abbiamo firmato un protocollo preciso col Ministero che va semplicemente rispettato».