In commissione al Senato critica la procedura seguita per nominare Malgara al posto di Baratta Giorgio Orsoni, sindaco di Venezia, conosce bene le regole istituzionali. Ieri ha parlato alle 14.30 in commissione Cultura del Senato sulla designazione, da parte del ministro per i Beni culturali Giancarlo Galan, di Giulio Malgara, fondatore e presidente dell'Auditel, alla presidenza della Biennale di Venezia per sostituire l'uscente Paolo Baratta. Orsoni, in commissione, volutamente non ha discusso la figura del candidato. Ma appena uscito da Palazzo Madama ha detto ciò che pensa da tempo e che a Venezia era già noto: «Sono in molti ad auspicare un ripensamento del ministro Giancarlo Galan. Ma posso capire che per lui sia molto difficile. A chi mi ha chiesto come si potrebbe uscire da questo snodo, ho risposto così: per togliere il ministro dall'imbarazzo, l'unico mezzo sarebbe un passo indietro del candidato, cioè di Giulio Malgara. Se si andasse avanti, per la prima volta nella storia della Biennale ci sarebbe uno scollamento tra Comune e istituzione culturale. Un presidente privo di riconoscibilità internazionale in campo culturale sarebbe un interlocutore azzoppato e costringerebbe il Comune a un'opera di supplenza nella gestione. E anche la ricerca di un equilibrio sarebbe comunque dannosa per la Biennale». Orsoni (vicepresidente di diritto della Biennale di Venezia, come sindaco della città) ieri si è limitato a sottolineare, davanti ai senatori, gli aspetti istituzionali: «Il percorso scelto da Galan è stato irrituale, c'è stata totale mancanza di condivisione delle scelte con gli Enti locali che pure pesano nella Biennale, un'assoluta mancanza di garbo istituzionale». E poi, ha aggiunto, si è interrotta «una collaborazione con Paolo Baratta che pure ha avuto risultati ottimi per la Biennale sia sul fronte culturale che gestionale, tanto da registrare per la prima volta il tetto del 50 per cento del finanziamento da parte dei privati. La legge consente certamente il rinnovo di Baratta per un altro quadriennio» Nei giorni scorsi Orsoni ha animato una durissima polemica contro la designazione voluta da Galan, definendo «inadeguato» il profilo professionale di Malgara. L'audizione in commissione al Senato del sindaco di Venezia rientra nell'iter di nomina previsto dalla legge: il parere (non vincolante) delle commissioni parlamentari e poi la decisione finale del ministro con la nomina. Malgara, in commissione Cultura alla Camera, ha ricevuto mercoledì 26 ottobre 23 sì e 23 no: tecnicamente, dal punto di vista procedurale, una bocciatura. Ora la parola passa al Senato, il voto è previsto tra due settimane. Prosegue la raccolta di firme pro-Baratta, che ha raggiunto quota 4.000. Tra le ultime adesioni internazionali di grande prestigio: Alfred Pacquement, direttore del Musée National d'Art Moderne, Centre Pompidou, e Jean-Hubert Martin, direttore dei Musées de France.
Il sindaco Orsoni: Galan ci ripensi sulla Biennale
Il sindaco di Venezia Giorgio Orsoni ha espresso le sue critiche sulla designazione di Giulio Malgara alla presidenza della Biennale di Venezia, nominata dal ministro per i Beni culturali Giancarlo Galan. Orsoni ha detto che il percorso scelto da Galan è stato "irrituale" e che ci è stata "totale mancanza di condivisione delle scelte" con gli Enti locali. Ha anche sottolineato che si è interrotta una collaborazione con Paolo Baratta, l'uscente presidente della Biennale. Orsoni ha anche espresso il suo dissenso per il profilo professionale di Malgara, definendolo "inadeguato".
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