L'analisi di Baratta alla luce degli ultimi quattro anni trascorsi al vertice dell'Ente «Più la politica è forte, orgogliosa del proprio ruolo, dedita all'interesse pubblico e più ha ambizioni in tal senso, più le istituzioni da essa create possono sperare nel rispetto del loro ruolo e persino della loro autonomia: ma quando la politica è debole e le ambizioni modeste, il dialogo diventa difficile, o peggio si immiserisce nel semplice gioco del potere». Parole di Paolo Baratta, che chiudono una lunga intervista rilasciata proprio in questi giorni al Giornale dell'Arte al termine del suo quadriennio, in risposta a una domanda sull'influenza della politica sull'organizzazione della cultura in Italia.Parole che calzano perfettamente alla situazione attuale della Biennale, con il ministro dei Beni Culturali Giancarlo Galan che vuole allontanarlo dalla presidenza per fare posto all'amico manager pubblicitario Giulio Malgara. Baratta interviene anche sulla spinosa questione del nuovo Palazzo del Cinema, ancora ridotto a un "buco", e sulla sua presunta contrarietà all'opera.«E' più corretto dire - dichiara - che io non potevo esprimere nessun parere perché il progetto era stato varato prima del mio arrivo e a quel punto dovevo semplicemente tacere e assecondarlo. Io ho preparato la contromossa con il restauro della storica Sala Grande del Palazzo del Cinema e con un progetto che punta sulla rivitalizzazione dei luoghi storici della più antica delle mostre del cinema. Se portato a termine, avremo una struttura molto più articolata, efficiente e variegata di quanto non sarebbe stato un "monumento"».
Biennale, Baratta: Politica debole, senza ambizioni
Paolo Baratta, ex presidente della Biennale di Venezia, ha espresso le sue opinioni sull'influenza della politica sull'organizzazione della cultura in Italia. Secondo Baratta, la politica deve essere forte e orgogliosa del proprio ruolo per garantire il rispetto dell'autonomia delle istituzioni culturali. Tuttavia, quando la politica è debole, il dialogo diventa difficile e il potere si immiserisce nel gioco. Baratta ha anche parlato della spinosa questione del nuovo Palazzo del Cinema, che secondo lui è stato ridotto a un "buco" e ha espresso la sua contrarietà all'opera. Tuttavia, ha spiegato che non poteva esprimere pareri sul progetto perché era stato varato prima del suo arrivo.
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