Perugia, 3 novembre 2011 - Con una "informativa" in Giunta regionale e una nuova riunione del Comitato paritetico costituitosi a gennaio di questanno, a seguito della sottoscrizione del protocollo di Intesa tra Regione Umbria e Ministero per i Beni e le Attività Culturali e Ministero dellAmbiente, i lavori di formazione del Piano Paesaggistico Regionale entrano nel vivo di una agenda di lavori di grande rilievo e complessità per il governo del territorio regionale. Le novità normative introdotte dal Codice del Paesaggio nel 2004 e dalla legge regionale 13 del giugno 2009 ridisegnano contenuti, modalità, procedure di approvazione del Piano Paesaggistico della Regione Umbria, attraverso un processo di copianificazione tra Stato e Regioni. "E un Piano questo, sottolinea lassessore allambiente Silvano Rometti su cui la Regione Umbria punta molto in quanto la tutela e la valorizzazione del paesaggio sono fattori determinanti per le politiche di governo del territorio, costituendo anche una leva per lo sviluppo economico. La tutela del nostro paesaggio non è un lusso o il frutto di una semplice e pur giusta sensibilità ambientalista; la difesa della peculiarità, singolarità e bellezza degli scenari e della natura umbra, che segnano lidentità della nostra regione, sono una primaria risorsa del nostro turismo e della competitività sul mercato delle produzioni umbre, siano esse di carattere culturale, agricolo, enogastronomico o altro ancora". "Il Piano Paesaggistico, ha continuato lassessore, dovrà mirare ad elevare la qualificazione paesaggistica degli interventi edilizi ed urbanistici, ispirandosi a principi di sviluppo sostenibile per preservare il più possibile lambiente, il paesaggio ed il territorio, specie quello agricolo. Si potrà costruire, ove possibile, con sempre maggiore attenzione al paesaggio circostante; si dovranno valorizzare, con specifici progetti, i paesaggi identitari e rafforzare così limmagine storica dellUmbria; si dovranno avere maggiori certezze su cosa è possibile fare e su cosa non si può fare allinterno delle aree vincolate". Il lavoro del Comitato paritetico, fanno notare gli Uffici regionali per la valorizzazione del territorio e la tutela del paesaggio, si presenta vasto e complesso, in quanto il Piano è frutto di una condivisione e compartecipazione, attraverso una governance multilivello che vede coinvolti diversi livelli istituzionali: lo Stato, la Regione, le Province i Comuni e le Regioni contermini. Il Piano Paesaggistico sarà lunico strumento di regolazione delle trasformazioni territoriali dal punto di vista paesaggistico ed è sovraordinato agli strumenti urbanistici delle Province, Ptcp, e ai Prg dei Comuni, che si dovranno adeguare al Piano. Il Piano Paesaggistico interessa infatti tutto il territorio regionale, sia le aree vincolate che quelle non vincolate, dettando per le prime le prescrizioni duso allinterno dei beni paesaggistici, cioè sostanzialmente lelenco degli interventi ritenuti non ammissibili mentre, per le seconde, le misure per il corretto inserimento paesaggistico degli interventi di trasformazione edilizia e urbanistica. Il Piano inoltre nellindividuare 19 Paesaggi regionali, come ambiti dotati di peculiari qualità identitarie dinsieme, che li rendono riconoscibili e significativi in quanto unitariamente rappresentativi del paesaggio regionale e allinterno di questi paesaggi delle strutture identitarie, detta indirizzi e direttive coerenti coi valori e gli obiettivi di qualità predeterminati. Il Piano dellUmbria, fanno ancora notare gli Uffici regionali, è concepito come un dispositivo dinamico che perfeziona progressivamente conoscenze e tutele e punta a concordare ed "integrare" volontà e scelte che, in un territorio come quello umbro, sostanzialmente preservato dalla speculazione ambientale e urbanistica, sono rese agevoli dalla possibilità di "preservare" piuttosto che di "ripristinare" situazioni già compromesse, pur essendo presenti "paesaggi critici" e "paesaggi in abbandono" dove forte diventa il tema della "riqualificazione" Per altro verso, la "copianificazione" allinterno del Comitato paritetico dovrà essere in grado di omogeneizzare visioni potenzialmente diverse, tra istituzioni locali e organi statali. Nel corso della riunione dello scorso settembre i rappresentanti delle istituzioni componenti il Comitato (Regione, Direzione regionale per i beni culturali e Sovrintendenze ai beni architettonici e archeologici e rappresentanti ministeriali) hanno, riferiscono i responsabili regionali, "condiviso in modo risolutivo lelenco di otto tipologie paesaggistiche allinterno dei Beni paesaggistici e la definizione delle prescrizioni duso di una di esse, di rilevante valore semiologico: quella delle Aree rurali a trama minuta. Questo risultato - a giudizio dei funzionari della Regione - è fondamentale perché consentirà di procedere in modo più certo e spedito per la definizione delle prescrizioni duso per le altre tipologie, al fine di stabilire tempi certi per lapprovazione del Piano, che è obiettivo irrinunciabile per la Regione". La diffusione della conoscenza del Piano, il suo recepimento negli strumenti comunali di pianificazione territoriale, le novità introdotte nella redazione e controllo dei progetti di trasformazione territoriale, richiedono una profonda e capillare attività di informazione e formazione diffusa sul territorio, rivolta alle amministrazioni e anche ai professionisti. Sono da segnalare, a questo proposito, lavvio e lo svolgimento, tra novembre e gennaio prossimi a Villa Umbra di Pila, di un seminario formativo e informativo per personale regionale, provinciale e comunale e la pubblicazione di pagine web, dedicate al Piano, rintracciabili allinterno del portale istituzionale Umbriageo.