La Consulta delle associazioni di Frosinone ha chiesto l'intervento del prefetto Maddaloni affinché Comune e Soprintendenza rispettino le leggi sulla tutela dei beni paesaggistici e archeologici rinvenuti presso la villa comunale. Richiesta resasi necessaria a causa della «difficoltà di riprendere un confronto serio e costruttivo con sindaco, assessori competenti e commissione cultura» per dare attuazione alla decisione del consiglio comunale di tutelare finalmente il patrimonio archeologico. Al riguardo, informa Francesco Notarcola, il 7 ottobre scorso si è chiesto «un incontro al sindaco per mettere in atto tutte le iniziative necessarie alla tutela del patrimonio archeologico comunale. A tutt'oggi non è pervenuta alcuna risposta». «Lunedì si è riunita la commissione Cultura alla quale erano stati invitati anche gli assessori all'Urbanistica e alla Cultura e il dirigente dell'Urbanistica», afferma Notarcola, ma «con grande rammarico si è constatata la loro assenza che ha impedito un aggiornamento sugli scavi che ancora continuano. Il cantiere sarebbe stato impiantato in base all'art. 5 D.lgs. 402010 sulla disciplina dell'attività edilizia libera, come comunicato via telefono dal dirigente dell'ufficio urbanistico. Articolo che non ha nulla a che vedere con lo scavo archeologico, visto che si prevedono opere temporanee solo per ricerche geognostiche (non archeologiche) e che gli interventi siano eseguiti in aree esterne al centro edificato. È lo stesso articolo a escludere da interventi di "edilizia libera" le aree tutelate, come quella adiacente la villa. La Soprintendenza ai beni paesaggistici ha evidenziato le particolari tutele sull'area, che rientra fra i beni paesaggistici ex art. 134, evidenziando come qualsiasi intervento debba essere sottoposto alle prescrizioni dell'art. 146 (autorizzazione paesaggistica). Inoltre, come previsto dallo stesso codice all'art. 49, nell'area non era possibile collocare o affiggere cartelli o altri mezzi di pubblicità senza autorizzazione della Soprintendenza paesaggistica. La mancanza di risposte su tali questioni, sulla distruzione del parcheggio di via del Casone e sull'ampliamento e la ristrutturazione del museo comunale fanno aumentare perplessità e interrogativi circa il rispetto delle procedure e i comportamenti degli uffici del Comune e della Soprintendenza».
FROSINONE Il Comune cancella la storia
La Consulta delle associazioni di Frosinone ha richiesto l'intervento del prefetto Maddaloni per garantire il rispetto delle leggi sulla tutela dei beni paesaggistici e archeologici. La richiesta è stata necessaria a causa della difficoltà di discutere con i responsabili del Comune e della Soprintendenza. La commissione Cultura non ha potuto discutere degli scavi archeologici a causa dell'assenza degli assessori competenti. Il cantiere è stato impiantato senza autorizzazione, secondo l'art. 5 D.lgs. 402010, che esclude le aree tutelate. La Soprintendenza ha evidenziato le particolari tutele sull'area e ha richiesto l'autorizzazione paesaggistica.
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