Alla Ricchetti di via Sparano assemblea aperta a tutti gli operatori: "Rischiamo di chiudere" "La situazione potrà migliorare solo se verrà approvata una norma regionale" "Negli ultimi due anni abbiamo subito una riduzione del 50 per cento dei fondi" Un mondo di carta che rischia se non di andare in fumo, come toccò alla leggendaria biblioteca di Alessandria, almeno di cessare di vivere. È luniverso delle biblioteche pugliesi che, se possibile, sta certamente peggio di quanto avviene nel resto dItalia. Ne sa qualcosa Franco Mercurio, direttore della "Magna Capitana", la biblioteca provinciale di Foggia, che denuncia: «Negli ultimi due anni abbiamo subito un taglio del 50 per cento dei fondi per le spese correnti che ci hanno messo in difficoltà in tutti i servizi che eroghiamo. Fino al 2010, per capirci, spendevamo 80mila euro per lacquisto di riviste specialistiche e stampa quotidiana: questanno con 40mila euro a disposizione, ci siamo visti costretti a disdire oltre il 40 per cento degli abbonamenti. Va anche peggio per le nuove acquisizioni dei libri: anni fa, fino al 2009, la nostra dotazione finanziaria si attestava sui 40 mila euro annui, mentre adesso siamo intorno ai 7mila». Cosa cè da aspettarsi, allora, di questo passo? «Se la progressione dei tagli continuerà dovremo entrare nellottica di idee di giungere alla chiusura di alcune sale e, assai probabilmente, alla riduzione dellorario di apertura, visto che col blocco del turnover il personale sta diventando insufficiente». Se ne parlerà questo pomeriggio, a partire dalle 16 alla biblioteca "Gaetano Ricchetti", a Bari in via Sparano 145, in occasione della "Notte delle biblioteche", lassemblea aperta promossa dalla sezione pugliese dellAssociazione italiana biblioteche, durante la quale sarà proposta anche la sottoscrizione dellappello della stessa Aib per la difesa delle biblioteche italiane. Un caso a sé, invece, a quanto riferisce la bibliotecaria Eleonora Pomes, quella della biblioteca provinciale De Gemmis, a Santa Teresa dei Maschi, nel cuore di Bari vecchia, che pure è senza direttore già da qualche anno: «Forse la nostra è una delle poche realtà fortunate, almeno in ambito strettamente locale: i budget per lacquisto dei libri è rimasto pressoché invariato, anche grazie allintervento dei sopraggiunti fondi regionali. Ma altrove non mi giungono certo buone notizie: molte biblioteche comunali, nel Barese, stanno soffrendo il dimezzamento dei fondi, per non parlare di quelle dipendenti dal ministero per i Beni culturali e qui mi riferisco al contesto drammatico della Nazionale e dellArchivio di Stato di Bari». E se della disastrosa situazione della Sagarriga Visconti, dove i tagli per lacquisizione dei libri sono stati superiori al 50 per cento, Repubblica si è già occupata nelle settimane scorse, a fornire una fotografia più ampia della situazione, in ragione del suo osservatorio privilegiato, è Waldemaro Morgese, presidente della sezione pugliese dellAib. «Il salvagente dei fondi regionali è illusorio perché - chiarisce - le risorse dal Fesr non sono su base annua, ma poliennale e una tantum, mentre le biblioteche hanno bisogno di budget certi annualmente. I finanziamenti regionali, se spalmati negli anni di pertinenza e divisi per le biblioteche pugliesi valgono ben poco. I Comuni stanno quasi tutti riducendo i budget consolidati, già di per sé miseri. La situazione potrà migliorare solo se verrà approvata una legge regionale con stanziamenti certi e consistenti anno dopo anno. Le biblioteche comunali , quasi tutte, hanno budget minimi, che impediscono loro di sviluppare iniziative incisive, quando ci troviamo invece dinanzi a strutture valide che potrebbero avviarle».