Caro direttore, non vi è dubbio che lassessore al Patrimonio del Comune di Napoli Tuccillo si stia muovendo, perlomeno sul piano delle intenzioni, in linea di consapevole continuità con lazione amministrativa da me impostata. Tuttavia nella sua lettera pubblicata il primo novembre scorso leggo affermazioni che offrono una rappresentazione della realtà parziale e incompleta e meritano risposta. Buona parte delle lodevoli intenzioni degli attuali amministratori, difatti, sono state già tradotte in atti concreti durante il periodo in cui ho ricoperto lincarico di assessore al Patrimonio del Comune di Napoli, fino al giugno scorso. Sul fronte degli incassi si è registrata una performance del 38, passando da 19 milioni di euro del 2008 a 26,4 nel 2010. La morosità complessiva, invece, è scesa dal 35 al 24 nel 2010, poi ridotta al 19 nei primi 5 mesi del 2011 (gennaiomaggio 2011), grazie, ad esempio, agli accordi con il ministero dellInterno per le strutture adibite a caserme, che hanno consentito un incasso di 8,5 milioni. Per luso abitativo, invece, si è pervenuti, dopo circa 16 anni dal precedente, allindizione di un nuovo bando di concorso per lassegnazione di alloggi Erp ma di esso si sono perse le tracce: qualcuno sa dirmi che fine hanno fatto le domande presentate da migliaia di napoletani a marzo? Intanto, come ben sa Tuccillo, nessuna assegnazione è stata effettuata in comodato duso e senza richiesta di corrispettivo, ponendo invece particolare attenzione alle associazioni che realmente operavano nel sociale perseguendo fini assolutamente degni di tutela, anche mediante specifici protocolli e riscrivendo tutte le regole per le assegnazioni di proprietà comunali a terzi. Quanto al Circolo Posillipo e al Circolo del Tennis è durante il mio mandato che è stato chiesto un sensibile adeguamento ai canoni di mercato percepiti dal Comune e i fitti passivi sono stati drasticamente ridotti a seguito di una mia delibera, come peraltro già riportato da Repubbica. Riguardo alla dismissione del patrimonio le vendite del patrimonio disponibile hanno prodotto incassi pari a 45 milioni, quelle di Erp, avviate nel 2011, incassi pari a 25 milioni. Relativamente al patrimonio disponibile, sono stati adottati i provvedimenti necessari al buon esito del piano di dismissione, per facilitare, nel rispetto delle leggi e dei regolamenti vigenti, le operazioni di acquisto da parte degli aventi diritto, tra cui il rinnovo delle convenzioni bancarie. Quanto allErp, sono stati messi in circuito notai, banche, Agenzia del territorio, Sovrintendenza Beni culturali. Ciò ha reso possibile un incasso di 45 milioni per il patrimonio disponibile e di 25 per il patrimonio Erp e vi è tuttavia un potenziale ancora conseguibile, dipendente in massima parte dalle decisioni che lAmministrazione comunale tarda ad adottare, per ulteriori 400 milioni. Tuttavia, dal giugno 2011, il processo di dismissione è completamente e inspiegabilmente fermo e non un solo immobile è stato più venduto: azzeramento della struttura organizzativa e gestionale di controllo e supporto alla Romeo Gestioni, mancati pagamenti al gestore, assenza di iniziative e impulso al processo di dismissione avviato hanno condotto a una paralisi, con gravi conseguenze sulle finanze comunali. Occorre il rilancio, urgente e indifferibile della dismissione e ladozione di scelte coraggiose che consentano poi di riutilizzare le risorse così acquisite in parte destinandole allabbattimento e riqualificazione di interi rioni costruiti con i fondi della legge 21980 e dunque ormai fatiscenti e inadatti alluso abitativo, riedificando nuova edilizia sociale che tenga conto anche di moderni criteri antisismici e ambientali, anche per destinarne parte al risanamento delle finanze comunali. Ritenere che il problema della casa a Napoli sia sempre e soltanto un problema di criminalità organizzata e materia da Procure è soltanto un aspetto della questione e rischia di far dimenticare quanto grave e antico sia il profilo sociale della questione. Ben vengano gli sgomberi, durante il mio mandato di soli 30 mesi disposti in misura massiccia, ma accanto a essi il Comune deve offrire risposte concrete ai bisogni delle persone, senza ricorrere a facili demagogie o, peggio, a sterili annunci, soprattutto quando questi si riferiscono ad attività già concretamente avviate da chi ha preceduto, con sicuro profitto, gli attuali amministratori. Lautore è ex assessore al Patrimonio del Comune di Napoli