A volte ritornano. Come la collezione di Gesù bambino (una cinquantina di pezzi con statuine di diversa fattura) ritrovata a Brescia dai carabinieri del Nucleo tutela del patrimonio culturale. Rocambolesco il ritrovamento di una Madonna con bambino attribuita a Pinturicchio e rubata negli anni Settanta in una chiesa di Spello, in Umbria. Su segnalazione di un esperto, i militari hanno ritrovato il dipinto in Germania. Qualcuno lo aveva ritoccato per venderlo più facilmente e ci era riuscito prima con un privato e noi con un museo. Il consulente dei militari dell'Arma, però, è rimasto "folgorato" dal volto della Madonna: e ha visto giusto. Mani abili, ma truffaldine, avevano aggiunto un velo sulla testa della Madonna e un panneggio per coprire le gambe del Bambino. E così, dopo oltre trent'anni e un tira e molla con le autorità tedesche, il quadro è rientrato. Sono solo due esempi di come i carabinieri e le altre forze dell'ordine italiane e straniere siano impegnate a tutelare il nostro patrimonio artistico. L'anno scorso sono stati recuperati oltre 9.400 reperti, sono stati scoperti 55 scavi clandestini (di cui sei in Campania). Mentre i furti sono in calo: una tendenza lenta e costante iniziata nel 2000. Solo nel 2003 i furti furono 1.293; l'anno precedente avevano toccato quota 1.539. Tra il 1970 e il 2003 sono stati registrati furti in 932 musei pubblici e privati, 16.538 chiese, 22.696 privati, 2.604 enti pubblici e privati. Mentre sono stati recuperati 223.903 beni e 510.737 reperti archeologici. Nel complesso - negli oltre trent'an-ni di attività del Nucleo di tutela del patrimonio culturale - i furti sono stati 42.770, gli oggetti asportati 812.668; le persone indagate 15.640, quelle arrestate 3.951; i falsi sequestrati 224.196. Insomma una lotta instancabile contro i trafficanti d'arte, i falsari, i "tombaroli" e tutti coloro che intaccano il ricco patrimonio artistico italiano. Una lotta che si fa sempre più sofisticata e globalizzata. Basti pensare che lo stesso Nucleo ha attivato una banca dati in cui sono memorizzati 99.200 eventi, oltre due milioni di oggetti descritti con 244mila immagini. Inoltre è stata potenziata la collaborazione con altre forze dell'ordine sia italiane che straniere. Con la Francia, per esempio, dallo scorso anno esiste uno scambio continuo di informazioni. Proprio grazie a un archivio informatico, l'Ufficio centrale contro il traffico di beni culturali ha potuto recuperare reperti per un valore di oltre un miliardo di euro. Per l'esperienza e la competenza acquisite, ai carabinieri è stato chiesto di catalogare gli oltre 3mila reperti saccheggiati nel museo di Baghdad. Le informazioni sono state poi trasmesse a Interpol e Unesco. Sempre nell'ambito dell'operazione "Antica Babilonia", sono stati organizzati il censimento delle aree archeologiche, larepressìone degli scavi clandestini, 1 addestramento dei poliziotti iracheni per difendere i siti.