Calogero Carità: «L'Amministrazione rimuova le insegne e ripristini il prospetto» Il prospetto di palazzo adonnino «Nel centro storico i monumenti e i palazzi storici vengono quotidianamente offesi e violentati da interventi che spesso non vengono autorizzati e che sono in totale contrasto con le normative vigenti». La denuncia è dello storico licatese Calogero Carità che, recentemente, ha segnalato il caso limite di palazzo Adonnino, sito nella parte terminale di corso Vittorio Emanuele. «Si tratta di un interessante monumento del '700 appartenuto ai duchi Adonnino - dice Carità - manomesso nei primissimi anni Sessanta da chi allora ricopriva cariche amministrative in Comune. Venne tagliato il cornicione e distrutto persino uno stemma della nobile famiglia e sopra è stato edificato un altro piano. Esempio questo seguito da altra famiglia che anch'essa abusivamente continuò lo sfregio del palazzo distruggendo parte del prospetto ed elevando un altro piano». Oggi su quello stesso prospetto, sfregiato da anni di incuria e manomissioni insistono alcune insegne di attività commerciali ormai chuse da tempo. «Avevo segnalato ad agosto questo fattaccio e anche alcuni mesi prima chiedendo l'intervento dell'assessore ai Beni Culturali di Licata e del comandante dei vigili Urbani Incorvaia per bonificare tale prospetto da insegne selvagge peraltro di attività commerciali da anni dismesse, ma ad oggi nessuno si è preso cura di questo problema». Quello delle insegne pubblicitarie selvagge è un vero problema a Licata, al di là del fatto che anche in questo settore c'è una grande evasione. La pubblicità nel centro storico dovrebbe essere addirittura approvata dalla Soprintendenza ai Beni Culturali di Agrigento. «E se alla pubblicità selvaggia e ai tanti compressori di climatizzatori aggiungiamo anche la fitta selva dei fili elettrici e cavi telefonici che disordinatamente invadono i prospetti dei nostri palazzi barocchi e liberty del centro storico - osserva Carità - comprendiamo quale sia lo stato di salute dei nostri monumenti». Alcuni mesi fa era stata pubblicamente denunciata anche la presenza selvaggia di decine di cavi sul prospetto liberty del palazzo di città. L'edificio pubblico, tra i monumenti più osservati e fotografati dai turisti che giungono in città, si presenta letteralmente invaso, tra i bugnati, di cavi telefonici, cavi elettrici e altri cavi che negli anni sono stati installati e che oggi, nella maggior parte dei casi, non sono più funzionanti. Una bonifica del prospetto costerebbe molto poco e darebbe un grande segnale di tutela del patrimonio pubblico da parte dell'amministrazione attiva. GIUSEPPE PATTI