Opportuno difendere la splendida visione del litorale, ma anche il molo va protetto adeguatamente Il porto Gurna di Stazzo dove spesso si presenta il problema delle mareggiate Foto Consoli Fa discutere ad Acireale l'intervento della Soprintendenza di Catania che ha sollecitato una rimodulazione dei lavori in corso relativi alla posa, a salvaguardia del porto Gurna di Stazzo, di cassoni in cemento armato volti a garantire una maggiore sicurezza nell'approdo utilizzato dai pescatori locali. Infatti la presenza delle citate barriere, poste su due differenti livelli in corrispondenza della lunghezza del molo, fanno a pugni dalla terraferma con la visione di un buon tratto del litorale della Timpa. Sulla questione ha preso posizione l'on. Nicola D'Agostino che, nel corso di una conferenza stampa, ha dichiarato: «Agli occhi di tutti è evidente lo sfregio che si è consumato in questo luogo, e di conseguenza alla costa. Il porto è ubicato in una zona centrale della frazione, per cui ci troviamo dinanzi a elementi che hanno finito con il deturpare l'area. Certamente dapprima nella fase progettuale e poi durante la stessa posa di questi cassoni, è mancata la vigilanza da parte del Genio civile opere marittime e anche dello stesso Comune. La Soprintendenza, rimasta a suo tempo estranea dalle riunioni, giustamente adesso ha ritenuto opportuno fare emergere il problema, a quanto mi risulta anche nel corso di un recente incontro con gli organi interessati. Dinanzi a questo obbrobrio, ora è necessario correre ai ripari utilizzando le somme in economia dell'appalto, così da collocare in mare almeno i cassoni posizionati in atto posti al secondo livello. Non sarebbe certo una barriera perfetta come quella prospettata dai tecnici, ma comunque in grado di attenuare pur sempre il moto ondoso, restituendo la piena visione dei luoghi e permettendo infine la fruizione della scogliera». Sull'argomento è intervenuto anche il sindaco Nino Garozzo che ha dichiarato: «E' bene sottolineare che i lavori non sono di pertinenza comunale, per cui non vi è stata alcuna partecipazione alla redazione del progetto così come non vi è alcuna competenza. Ci siamo ovviamente interessati per la parte relativa alla condivisione sul territorio dei lavori, riscontrando i favori del comparto marittimo, con l'attività lavorativa spesso a rischio per le mareggiate. Abbiamo pure formulato suggerimenti per ciò che concerne opere interne quali la pavimentazione e l'illuminazione. Eventuali differenze di vedute tra uffici regionali non ci appartengono. Naturalmente, se possibile, non ci troveremo contrari a eventuali modifiche condivise. Ma alla base di tutto ciò vi è davvero la protezione del porto o vi è dell'altro? Siamo proprio certi che la soluzione sia collocare in mare una fila ingombrante di cassettoni, così deturpando pure i fondali assai pregiati, con la conseguenza di ave danneggiato anche la costa, senza perciò avere protetto adeguatamente il porto che a sentire qualcuno in tal modo finirà con l'essere ancora più esposto di prima? Per quanto ci riguarda l'idea di mortificare i fondali non ci piace proprio!». Nello Pietropaolo 03112011