Era lo spettacolo della folla che lunedì mattina si accalcava ai due ingressi della Galleria degli Uffizi, letteralmente presa d'assalto da orde di turisti che hanno sfruttato il ponte di Ognissanti (il bel tempo e le temperature pressoché primaverili) per «specchiarsi» nei capolavori di Giotto e Leonardo, Botticelli e Michelangelo, Caravaggio e Goya. Il primo museo d'Italia, diretto da Antonio Natali, in tre giorni ha sfiorato le 20mila presenze: quasi 7mila gli ingressi di domenica 30 ottobre; quasi 6mila quelle di lunedì e altrettante quelle di ieri, primo novembre. Numeri da record. Anzi, a chi si è trovato a transitare lunedì mattina nel piazzale degli Uffizi, non sarà sfuggita la presenza di una lunghissima coda che, dall'ingresso più a nord della Galleria, piegava subito verso Palazzo Vecchio fino a raggiungerlo. Non era la coda dei visitatori «normali», che invece si stende dalla parte opposta, cioè dal Lungarno verso Palazzo Vecchio sotto le logge del «braccio lungo» di Levante degli Uffizi. No, si trattava dei visitatori in possesso della prenotazione. E il commento della soprintendente Acidini è improntato alla soddisfazione: «Scelta giusta quella di aprire straordinariamente gli Uffizi di lunedì...». Ponte di Ognissanti: è boom di visitatori nei musei fiorentini. Non era mai accaduto prima: nella mattina di lunedì, alla Galleria degli Uffizi la fila dei visitatori con prenotazione ha superato quella dei turisti «normali» Qualcuno l'ha definita, dantescamente, «una bolgia infernale». Era lo spettacolo della folla che lunedì mattina si accalcava ai due ingressi della Galleria degli Uffizi, letteralmente presa d'assalto da orde di turisti che hanno sfruttato il ponte di Ognissanti (il bel tempo e le temperature pressoché primaverili) per «specchiarsi» nei capolavori di Giotto e Leonardo, Botti-celli e Michelangelo, Caravaggio e Goya. Il primo museo d'Italia, diretto da Antonio Natali, in tre giorni ha sfiorato le 20mila presenze: quasi 7mila gli ingressi di domenica 30 ottobre; quasi 6mila quelle di lunedì e altrettante quelle di ieri, primo novembre. Numeri da record. Anzi, a chi si è trovato a transitare lunedì mattina nel piazzale degli Uffizi non sarà sfuggita la presenza di una lunghissima coda che, dall'ingresso più a nord della Galleria, piegava subito verso Palazzo Vecchio fino a raggiungerlo. Non era la coda dei visitatori «normali» (che invece si stende dalla parte opposta, cioè dal Lungarno verso Palazzo Vecchio sotto le logge del «braccio lungo» di Levante degli Uffizi. No, si trattava dei visitatori in possesso della prenotazione. Come dire che prenotati o no, tutti lunedì mattina hanno fatto la coda (anche per ore) per accedere nel museo. E il segno del successo della Galleria dovuto sia alla «fama» che lo accompagna, ma anche al fatto che lunedì scorso gli Uffizi erano l'unico museo del Polo Museale fiorentino aperto a Firenze e per questo i tanti turisti presenti a Firenze durante il weekend (con ponte) di Ognissanti, si sono riversati nel piazzale degli Uffizi. E tra questi c'erano anche i prenotati, un vero esercito, famiglie intere (anche molti bambini) che quella irrinunciabile visita nel «padre» di tutti i musei d'Italia l'aveva programmata per tempo. E dal momento che i numeri degli ingressi negli altri musei dei Polo, durante le giornate di domenica e di ieri, non hanno fatto registrare dei grandi picchi, è logico pensare che se lunedì scorso fosse stato aperto qualche museo statale in più, forse la marea dei turisti arrivata in città avrebbe ottenuto più soddisfazione. Ma questi, evidentemente, sono problemi la cui risoluzione è demandata a rapporti sindacali impostati in maniera diversa. Di certo le tante (troppe) occasioni in cui l'ingresso nei musei statali è gratuito, potrebbero rarefarsi, a tutto vantaggio di un diverso utilizzo del personale proprio in occasione di questi ponti che cadono in bassa stagione e quindi, per le casse dello Stato, rappresentano una vera e propria manna. Per Firenze lo sono stato, anche perché i tanti turisti presenti in città hanno visitato tutto il visitabile, a cominciare dai monumenti del cuore cittadino, come Palazzo Vecchio: mezz'ora prima della mezzanotte di sabato c'era ancora gente che faceva il biglietto per visitarlo