Una prima parte di ponteggi se ne va ma per il museo Correr la strada dei restauri è ancora tutta in salita. La lunga fessura che nella parte centrale del palazzo ottocentesco scende dal cornicione non accenna a fermarsi. Tutt'altro. E così la scorsa settimana Soprintendenza e impresa che si occupa dell'intervento, si sono riuniti con urgenza. La fessurazione è nota da qualche anno ma gli esperti dei beni architettonici di Venezia speravano che si fosse fermata. Invece si allarga, e non solo. «Ci sono distacchi, pezzi dell'entità di quelli che cadevano dal Ducale», ammettono in soprintendenza. Ora l'impresa, che sta smontando i ponteggi del primo lotto di lavori finiti, procederà con ulteriori verifiche per capire cosa sta succedendo al palazzo che conserva le opere di Giovanni Bellini e Vittore Carpaccio. Tutti gli edifici della piazza sono collegati l'uno all'altro, in un equilibrio perfetto, non fosse per gli acciacchi del tempo che si fanno sentire. E se un palazzo si deteriora, si sposta, cede, anche gli altri ne pagano le conseguenze. Per il Correr la speranza è che gli esiti degli approfondimenti alla fessura, sorvegliata speciale da qualche anno, dicano che non c'è nulla di grave e che i movimenti e i crolli di pietra siano solo segnali di assestamento. «Speriamo che non sia nulla di serio - commenta preoccupato il sindaco Giorgio Orsoni - approfondiremo al più presto il problema». Le nuove verifiche arrivano nei giorni in cui turisti e veneziani cominciano a rivedere pezzi di piazza coperti da anni. Non c'è solo il Ducale, infatti, ormai quasi del tutto «scoperto» dalle grandi impalcature e dai maxi cartelloni che lo coprivano e ne hanno permesso il restauro. A fianco di quelli che stanno «spogliando» anche il Correr, ci sono decine di altri operai che smontano i ponteggi e i maxi cartelloni anche dalla facciata della Biblioteca Marciana. I lavori non sono del tutto terminati e l'impalcatura traslocherà dal lato che guarda il Ducale al lato dell'edificio che si affaccia sul Bacino di San Marco. Inoltre sono arrivati al capolinea, i restauri alle Procuratie Vecchie finanziati dalle assicurazioni Generali. La prossima settimana chiude per sempre il cantiere, aperto con urgenza anche in questo caso dopo una serie di crolli nel 2007 anche se solo nel 2009 i dissapori tra i 28 condomini sui lavori (le Generali possiedono la maggior parte dello stabile ma non tutto) si sono placati e la squadra guidata dall'architetto Gretchen Alexander si è potuta mettere all'opera. Quella delle Generali non sarà l'unica inaugurazione di fine intervento che l'area marciana si appresta ad ospitare. Scomparso il contestatissimo «Cielo dei sospiri» di Oliviero Toscani, l'impresa Dottor Group si prepara ad una inaugurazione-evento con le autorità cittadine. L'unico rammarico, per quanto i lavori stiano andando avanti per il 2014 la piazza tornerà al suo antico splendore è che tutti gli interventi sono stati dettati dall'emergenza, ossia crolli di cornicioni e dissesti statici che non più di sei anni fa hanno mobilitato soprintendenza e amministrazione. La mancanza di finanziamenti e l'azzeramento della Legge speciale non hanno permesso di programmare restauri prima che ci fossero situazioni di emergenza, simili a quelle che stanno accadendo in questi giorni. «Di fronte a una situazione così delicata perla città solo tre giorni fa è caduto un architrave a Ca' Nani e lunedì è stata chiusa una riva in bacino Orseolo - commenta la soprintendente Renata Codello - non posso che esprimere soddisfazione per i risultati di questi giorni in area Marciana. Sono la dimostrazione che si è davvero lavorato». Ma il lavoro non è concluso e neppure le emergenze, come dimostrano le nuove preoccupazioni per il Correr.