I soldi dell'Europa per ristrutturare le ville venete. E non pochi: si va da un'ipotesi di minima di 8 milioni di euro alla più rosea delle soluzioni, che sfiorerebbe addirittura i 30 milioni di euro. Ci stanno lavorando da un anno, sull'asse Venezia-Bruxelles, e la Regione confida di andare a dama nella nuova programmazione dell'Unione, di qui al 2020. I soldi, come spesso accade quando si tratta di finanzia-menti europei, ci sono: «Per il periodo 2007-2013 abbiamo ricevuto 3o milioni di euro, da utilizzare per la valorizzazione del nostro patrimonio e per la pubblicità della cultura - spiega l'assessore al Bilancio, Roberto Ciambetti -. Ora, in questo ambito di sicuro uno degli interventi più urgenti, e più sensati, sarebbe quello a favore delle 4.400 ville sparse sul nostro territorio, che hanno bisogno di fondi perché i proprietari non sono in grado di sostenere da soli le ingenti spese necessarie al mantenimento. Il problema è che questi soldi non possiamo usarli». Il motivo è sempre quello: agli occhi lontani di Bruxelles, eventuali finanziamenti ai proprietari delle ville venete rappresenterebbero un indebito aiuto ai privati, che per la maggior parte fanno impresa proprio grazie alla dimora storica, e dunque ono proibiti perché ritenuti distorsivi della libera concorrenza. La trattativa avviata dalla Regione, che punta a fare lobby anche con i francesi della Loira ed i loro celeberrimi castelli, oltre che con gli spagnoli ed i portoghesi che vantano centinaia di ville storiche di campagna, mira a far comprendere agli euroburocrati «l'interesse pubblico» delle ville vene-te, che come tale va preservato anche con finanziamenti statali e regionali. «In questo senso - continua Ciambetti - si potrebbero utilizzare subito gli 8 milioni che l'Europa ci dà per lo sviluppo del risparmio energetico negli edifici pubblici: se le ville sono "ad interesse pubblico", allora possono accedere a queste risorse preziose, ovviamente per il tramite di un bando, finanziando interventi di ristrutturazione che prevedano anche una parte di spesa legata al risparmio energetico». Alberto Passi di Preposulo, presidente dell'Associazione Vlle Venete, segue con interesse e da vicino l'attività di lobbying della Regione, avvertendo che «i soldi sono importanti per aiutare i proprietari, ma non sono tutto. Accanto a questi, infatti, si deve lavorare sulla consapevolezza del ruolo che la villa può svolgere all'interno del tessuto urbano in cui si inserisce: questo vale per i Comuni, che spesso non le valorizzano ed anzi, quasi le ostacolano, ma anche per i proprietari, che in molti casi non si rendono conto dell'importanza dell'aprire le porte della loro proprietà al pubblico, facendone una bellezza a disposizione di tutti. Ci stiamo lavorando, come associazione: ci ispiriamo ai castelli della Loira, che sono soltanto 27 eppure arrivano a collezionare oltre io mila presenze al giorno, che nell'arco di un anno significano 3 milioni e mezzo di turisti. Noi, che siamo 4.400, oggi arriviamo a malapena ad un milione e mezzo». In questo contesto si colloca anche il workshop organizzato proprio dalla Regione Veneto a Bruxelles, il 12 ottobre scorso. Alla Fondazione della Galizia è stato presentato agli ospiti europei il progetto «Viven Open Net», il primo portale per la promozione delle ville venete.