«Ce l'abbiamo fatta»: la giunta regionale ha firmato il finanziamento di sei milioni e 500.000 euro per la creazione e il potenziamento a Sassari di un centro di ricerca e conservazione dei beni culturali con funzione anche di scuola di alta formazione. Dell'opera, già esistente a Li Punti e che con i nuovi finanziamenti potrà godere di un nuovo respiro, si occuperanno la Soprintendenza per i beni archeologici per le province di Sassari e Nuoro. Gongola l'assessore regionale alla Pubblica istruzione e ai Beni culturali dell'Udc, Sergio Milia, promotore della delibera che ora si porta a casa un successo inaspettato. «No be', inaspettato proprio no, perché il finanziamento rientra nella rimodulazione della programmazione delle risorse Por-Fesr 2007-2013, però è certo una bella sorpresa, un successo sperato e che sarà presentato in anteprima mondiale il prossimo 22 novembre alla presenza del ministro Galan». «A Sassari dice l'assessore si potrà creare un centro scientifico e culturale per il restauro che sarà al secondo posto in Italia solo dopo Firenze e al primo nell'area del Mediterraneo. Qui si potranno raccogliere studenti per l'alta specializzazione nel settore. Un importante centro di aggregazione per la scuola di alta specializzazione del restauro in un'area, come la nostra, che è il più grande museo a cielo aperto (Non solo Mont' e Prama ma anche Porto Torres) del Mediterraneo». «Un'eccellenza nel settore di cui essere orgogliosi» aggiunge l'assessore. «Il centro di ricerca e conservazione di Li Punti dice Milia risponde ai principi di ricerca, conservazione e valorizzazione del patrimonio archeologico e culturale della Sardegna e si propone come modello di sviluppo locale con laboratori, depositi, spazi di esposizione e scuole di alta formazione». Ma in pratica questa pioggia di soldi in periodi di magra cosa significherà per l'Isola e per l'area del sassarese in particolare? «Significherà una salutare boccata di ossigeno per l'ospedale veterinario che potrà essere finalmente collocato fra le eccellenze a livello europeo e ancora, ristrutturazioni per le sedi universitarie, maggiore respiro per un'economia asfittica e un volano per il turismo studentesco e non solo». In quest'ottica di grandi accadimenti i giganti di Mont' e Prama esposti finora nel centro di Li Punti dove andranno? «Torneranno a Cabras, certamente, perché è li (in un campo nei pressi dell'insediamento urbano) che sono stati scoperti e portati alla luce. Naturalmente per ospitare reperti (statue) così importanti per l'area del Mediterraneo il museo di Cabras sarà potenziato e adeguato al suo nuovo ruolo. Perché in tutto il bacino non esiste nessun altro centro di conservazione di Beni culturali pari a quello di Li Punti né per dimensioni, né per obiettivi. Intanto i giganti di Mont' e Prama (sculture nuragiche ricostruite proprio nel centro di restauro di Li Punti dopo il ritrovamento avvenuto nel 1974 in un campo nei pressi di Cabras) aspettano di essere trasferiti in quella che viene definita la loro sede naturale. II restauro, ancora in corso (si parla di circa 5.172 frammenti, tra i quali 15 teste e 22 busti, che sono in fase di assemblamento) ha ricostruito 25 figure umane fra le più antiche statue del bacino occidentale del Mediterraneo e 13 modelli di nuraghe. Ma non è finita qui: si stima che i frammenti fin qui ritrovati appartengano a circa quaranta statue. Testimonianze antichissime il cui primo esempio sembra sia riconducibile alla ve-nere di Macomer risalente secondo Lilliu al 3750 a.C. se non addirittura (secondo Enrico Atzeni) al Neolitico antico. Successivo, ma attinente all'iconografia della dea madre è l'idolo di Perfugas nel quale è raffigurata la dea che stringe fra le braccia un bambino. Probabilmente di epoca successiva sono le sculturee trovate a Viddalba, Ossi e Bulzi delle quali non si conosce né datazione, né provenienza esatta. Ma il lavoro non è finito.
SASSARI - Un po' di ossigeno all'archeologia. Stanziati oltre sei milioni di euro per il centro di ricerca di Li Punti
La giunta regionale ha firmato un finanziamento di 6,5 milioni di euro per la creazione e il potenziamento del centro di ricerca e conservazione dei beni culturali di Li Punti a Sassari. Il centro sarà gestito dalla Soprintendenza per i beni archeologici per le province di Sassari e Nuoro e sarà al secondo posto in Italia solo dopo Firenze. Il centro sarà anche una scuola di alta formazione per il restauro. L'assessore regionale alla Pubblica istruzione e ai Beni culturali, Sergio Milia, ha definito il centro come un modello di sviluppo locale. Il finanziamento rientra nella programmazione delle risorse POR-Fesr 2007-2013.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo