EL. GI. GROSSETO. Intanto procede l'iter per l'acquisizione del lascito Luzzetti, la collezione dell'antiquario maremmano che sarà donata post mortem alla città di Grosseto. E si cercano fondi. Il luogo, com'è noto, è l'ex convento delle Clarisse che sarà trasformato in pinacoteca, mentre il progetto di ristrutturazione è stato redatto dai parenti di Luzzetti e preso in carico dall'ufficio tecnico del Comune di Grosseto. La procedura per la ristrutturazione è avviata e si sta discutendo un protocollo d'intesa tra Comune e lo stesso Luzzetti su come realizzare materialmente la pinacoteca, distribuire sale e opere. Soprattutto si discutono le ipotesi di gestione (un soggetto candidato è la Fondazione Grosseto cultura) e - capitolo cruciale - si studia come e dove attingere i soldi. Proprio domani Luzzetti avrà un incontro in Regione con l'assessore alla cultura Cristina Scaletti e con la Soprintendenza per capire se proprio dall'ente toscano sia possibile ottenere un contributo importante per dar vita alla collezione. Un'altra strada da battere, oltre ai contributi regionali, è quella di cercare fondi europei. «Voglio cercare di dare un futuro alle mie opere e mi sto battendo per questo - dice Luzzetti - Non voglio creare una pinacoteca che resti un corpo morto e rigido, un contenitore inerte. Voglio farla respirare e assicurarle una buona gestione, per farla diventare un centro culturale vivo e pulsante». Accanto alle opere vi sarà una biblioteca, un centro studi d'arte, e non solo. L'idea è quella di rendere la pinacoteca il più vicino possibile a «una casa del collezionista, più che un museo nel senso classico del termine. Sarà un museo sui generis, ammobiliato con mobili e tavoli come il luogo in cui ho coltivato la mia raccolta. Voglio che i visitatori sentano di stare in un museo d'arte decorativa, e si sentano in una casa».