Il dissesto idrogeologico nella zona della cattedrale di Agrigento fa spostare la ricca collezione dalla madre di tutte le chiese al palazzo vescovile. Il museo era collocato nella parte direttamente interessata, ovvero, nel versante nord della cattedrale . Così da giovedì prossimo, 3 novembre, il museo diocesano, con tutta l'argenteria e gli affreschi medievali, sarà nuovamente fruibile ai cittadini e ai turisti. La Curia è a lavoro con un solo obiettivo, non fare cadere nel dimenticatoio quella parte di centro storico. Una sfida quella che la curia vuole lanciare affinché si possa guardare al futuro attraverso le opere del passato. Il trasferimento darà, inoltre, la possibilità di valorizzare le sale del palazzo arcivescovile e di cercare una fruizione ottimale del museo avendo accesso anche dalla curia. Si sta pensando anche alla nascita di un bar in piazza don Minzoni per fare rimanere la gente in quel posto «dimenticato». Un momento difficile quello che sta vivendo la curia agrigentina: sono una decina gli uffici ubicati all'interno del palazzo arcivescovile chiusi per motivi di sicurezza , le lesioni che da tempo sono visibili sulle pareti sono state ritenute dagli esperti a rischio. Anche l'alloggio dell'arcivescovo è stato chiuso e, dunque, il pastore della Chiesa agrigentina si è trasferito in un altra sala del palazzo. Negli uffici fruibili della curia si respira tranquillità, non c'è paura, si vive serenamente perchè è stato assicurato che non esiste alcun pericolo e che la situazione è monitorata. Ma la gente? «I residenti di questa parte del centro storico - ci dice don Giuseppe Pontillo, direttore dell'ufficio beni culturali - hanno paura di essere abbandonati e ci chiedono di stargli vicini». La curia si sta impegnando proprio per stare accanto alla gente ma anche per evitare che i turisti che arrivano nella zona del duomo vadano via delusi. Il lavoro della chiesa agrigentina non si fermerà perchè c'è la volontà di rendere fruibili tanti altri monumenti al momento nascosti a causa dell'assenza di spazio. Intanto , ad arricchire il museo diocesano si aggiungeranno, alle opere già esposte in cattedrale, anche altre mai viste e tra queste l'elefantino in marmo del XII secolo. L'ingresso al museo sarà di 5 euro, mentre il ridotto di 3. Ma gli agrigentini pagheranno soltanto un euro, così come gli studenti. L'accesso al museo sarà, invece, libero per gli studenti di alcune facoltà , beni culturali, architettura e design, accademia di belle arti, per gli associati Icom, per i soci Amei, le guide turistiche abilitate, i giornalisti, gli insegnanti in servizio, portatori handicap e accompagnatori, bambini fino a 6 anni. Sono stati già resi noti gli orari di apertura : da ottobre a marzo dalle 10.30 alle 14.30, da aprile a settembre dalle 10.30 alle 18.30, con chiusura della domenica. Le bellezze monumentali del museo diocesano saranno fruibili anche di sera, dalle 20 alle 23, nei fine settimana dei mesi di luglio e agosto. Valentina Alaimo 01112011