Apre al pubblico la sezione ottocentesca delle collezioni di Banca Intesa Sanpaolo e Fondazione Cariplo Bocche cucite. Porte sprangate. Giornalisti imbavagliati. Nulla deve trapelare. Dentro, in gran segreto, si lavora alacremente agli ultimi ritocchi. Poi, da giovedì prossimo, tutti potranno ammirare a Milano la prima parte delle «Gallerie d'Italia Piazza Scala», il nuovo attesissimo museo dell'Ottocento e del Novecento italiano composto dalle collezioni d'arte di Fondazione Cariplo e di Banca Intesa Sanpaolo. La prima parte del museo, dedicata all'Ottocento italiano da Canova a Boccioni, verrà inaugurata il 3 novembre da Giovanni Bazoli, presidente del consiglio di sorveglianza di Intesa Sanpaolo, Giuseppe Guzzetti, presidente di Fondazione Cariplo, Fernando Mazzocca, responsabile del progetto scientifico del museo e Michele de Lucchi, architetto curatore dell'allestimento. Per le sezioni del Novecento bisognerà invece avere pazienza fino al prossimo anno. Poiché sino a giovedì l'accesso al museo è top secret, è stato necessario ingaggiare il classico uccellino che in volo andasse a dare un'occhiata in anteprima all'interno delle sale. La sezione ottocentesca delle «Gallerie d'Italia» si estende in tre palazzi del centro cittadino a due passi dalla Scala e da Palazzo Marino: sono Palazzo Anguissola, Palazzo Antona Traversi e Palazzo Brentani. Come i futuri visitatori, anche il nostro uccellino è entrato da Palazzo Anguissola in via Manzoni 10 e si è infilato nel portico detto "del Canonica" che fa da snodo alle collezioni ottocentesche, composte da centonovantesette opere tra dipinti e sculture. Piccolo inciso storico ad uso del volatile. Pii-ma di confluire nelle raccolte di Banca Intesa Sanpaolo e di Fondazione Cariplo, molte di queste opere hanno conosciuto un passato illustre: sono apparse alle esposizioni ottocentesche di Brera e alla prima Biennale di Venezia, oppure sono appartenute a imperatori d'Austria, a re d'Italia, a nobili e imprenditori, in particolare milanesi. Lo stesso Palazzo Anguissola, con i suoi bellissimi affreschi e stucchi ancor'oggi splendidamente conservati, esemplifica assai bene la grande civiltà decorativa che fa da sfondo ai capolavori esposti. Ma è giunto il momento di seguire l'uccellino. Il percorso inizia al piano terra di Palazzo Anguissola con la magnifica sequenza dei tredici bassorilievi in gesso di Antonio Canova realizzati a fine Settecento per il principe Abbondio Rezzonico, nipote di papa Clemente XIII, e qui esposti nelle prime quattro sale.Il volo successivo ci porta a conoscere Hayez e i grandi temi romantici, tra pittura storica e melodramma. A Francesco Hayez, genio assoluto della pittura del Romanticismo storico, è dedicata un'intera sala dominata da quattro capolavori: La morte di Abradate del 1813, I due Foscari del 1838-1840, realizzato per l'imperatore d'Austria Ferdinando I, Valenza Gradenigo davanti agli Inquisitori del 1835, che si trovava nel celebre salotto della contessa Maffei, e Papa Urbano II sulla piazza di Clermont predica la prima crociata del 1835, molto ammirato da Giuseppe Mazzini. Sempre a piano terra, dopo la sala degli Hayez, è possibile gustare la straordinaria collezione di dipinti di Giovanni Migliara e degli altri grandi protagonisti del romanticismo lombardo, Molteni, Ronzoni, Piccio e Inganni. Qui, assolutamente da non perdere, è il monumentale quadro intitolato La confessione, eseguito da Giuseppe Molteni nel 1838 su commissione dell'imperatore Ferdinando I. Un colpo d'ali e l'uccellino è al piano nobile di Palazzo Anguissola. Tra affreschi e stucchi, le sale raccontano l'epopea del Risorgimento, che si apre con Porta Tosa in Milano di Carlo Canella e si dispiega attorno ai grandi protagonisti di questo nuovo genere pittorico, come i fratelli milanesi Domenico e Gerolamo Induno. A un certo punto del percorso si nota che Milano diventa la grande protagonista delle sale, come "città del Duomo" e "città dei Navigli". L'uccellino sterza ed è ora nella Galleria Manzoni in Palazzo Brentani. Qui, vede dall'alto paesaggi lombardi come Il Lago di Como di Giuseppe Canella ispirato alle descrizioni di Manzoni, e si accorge che - quando la tecnica pittorica cambia - ci si può trovare di fronte a quadri come La Cascina Zelada di Pompeo Mariani. Il revival neosettecentesco (praticato da Gerolamo Induno) non ferma il corso del storia, che si esprime al meglio nella pittura di genere, con scene della vita del popolo come La questua dei poveri di Attilio Pusterla. Il volatile sorvola veloce la Macchia, la poetica del sublime, i paesaggi di sensazioni e di emozioni, il simbolismo. Giunto alla sezione XIII l'uccellino frena: quadri come le Officina Porta Romana di Umberto Boccioni gli annunciano solennemente che l'Ottocento è finto.
il Sole 24 Ore
30 Ottobre 2011
✓ Entità verificate
Milano. L'Ottocento, che spettacolo!
MA
Marco Carminati
il Sole 24 Ore
La sezione ottocentesca delle Gallerie d'Italia Piazza Scala, un nuovo museo dell'Ottocento e del Novecento italiano, è stata inaugurata a Milano. La sezione è composta dalle collezioni d'arte di Fondazione Cariplo e di Banca Intesa Sanpaolo e si estende in tre palazzi del centro cittadino. Il museo è stato inaugurato con un evento segreto, e solo il giovedì prossimo sarà possibile visitarlo. La sezione ottocentesca include opere di artisti come Canova, Hayez e Molteni, e racconta l'epopea del Risorgimento. Il museo sarà completato nel prossimo anno con la sezione del Novecento.
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