Da un minimo di 40 a un massimo di 80 milioni di euro. In soldoni il successo della candidatura di Bergamo a capitale europea della cultura nel 2019 potrebbe valere questo. Niente male in tempi di default presunti e reali. Il dato è certo e deriva da un'esperienza che, dal 1985, ha visto fregiarsi con questo titolo (fino al 1999 Città europea della cultura) ormai 26 realtà. A ribadirlo, di fronte alla quarta Commissione consiliare (che ha visto l'elezione del nuovo presidente Demetrio Polimeno subentrato al dimissionario Enzo De Canio) Riccardo Bertollini. «Anche sul piano economico - ha spiegato il responsabile del progetto durante l'informativa voluta dall'assessore alla Cultura Claudia Sartirani - questo riconoscimento ha un impatto notevole grazie ai contributi che arrivano dallo Stato, dall'Unione europea e dagli sponsor si finanziano così nuove infrastrutture, ma anche progetti già in programma. Proprio le previsioni di sviluppo infrastrutturale, abbinate alle proposta culturale, fanno di Bergamo una candidatura vincente. Per darle concretezza è però importante una forte condivisione istituzionale, il coinvolgimento della città e l'attività di lobby». «Sarà un percorso lungo - ha aggiunto Sartirani - ma i primi passi affrontati hanno già dato buoni frutti. Dopo la lettera al ministro Galan, abbiamo organizzato tre tavoli tematici (cultura, economia e sviluppo e istituzioni) che si sono già svolti offrendo spunti davvero confortanti. Abbiamo inoltre emesso un bando aperto a tutti, in collaborazione con L'Eco di Bergamo, per la realizzazione di un logo ufficiale. Il prossimo anno sarà ancor più operativo in vista della pubblicazione del bando da parte del ministero della Cultura nel 2013». «È un passo fondamentale perla nostra città - ha sottolineato Luisa Pecce della Lega - come Consiglio delle donne ci siamo riunite raccogliendo in un documento tutte le proposte». «È una grande opportunità - aggiunge Giuseppe Grossi (Idv) - ed è giusto che si chieda la collaborazione anche della minoranza, vorrei però che la condivisione venisse estesa a tutti gli ambiti, cosa che invece non avviene». Voce fuori dal coro quella di Pietro Vertova (Verdi): «Non capisco perché la candidatura di Bergamo dovrebbe contrapporsi a quella di un'altra città italiana. Mi auguro che prevalga l'interesse del Paese intero e un linguaggio in grado di parlare all'Europa».
Bergamo capitale della cultura. Un business fino a 80 milioni
La candidatura di Bergamo a capitale europea della cultura nel 2025 potrebbe valere fino a 80 milioni di euro. Questo è il dato che deriva dall'esperienza del 2019, quando la città ha vinto il titolo. Il progetto ha un impatto economico significativo grazie ai contributi dello Stato, dell'Unione europea e degli sponsor. La candidatura richiede una forte condivisione istituzionale e un coinvolgimento della città. Il prossimo anno sarà più operativo con la pubblicazione del bando da parte del ministero della Cultura. La Lega e il Consiglio delle donne hanno già emesso un documento con proposte per la candidatura.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo