L'arroganza non paga e così la Commissione Cultura della Camera, con 23 voti pari, non ha ratificato la proposta di nomina a presidente della Biennale di Giulio Malgara, proposto dal ministro Galan, questo nonostante l'annunciato voto favorevole della Lega. La bocciatura della candidatura Malgara alla presidenza della Biennale di Venezia da parte della commissione Cultura della Camera è significativa per molti aspetti. E' una lezione anzitutto per la presidente della commissione stessa, on. Valentina Aprea, berlusconiana di lunghissimo corso, la quale aveva negato al sindaco di Venezia avv. Orsoni la possibilità di illustrare in audizione le ragioni del suo "non a Giulio Malgara e del suo "sì" alla riconferma di Paolo Baratta. Una riconferma caldeggiata dai circa 4.000 che hanno sottoscritto l'appello in tal senso del quotidiano "La Nuova Venezia". Il presidente della commissione omologa del Senato, sen. Giulio Possa, darà invece la parola ad Orsoni. Lezione di stile. Il grande successo dell'appello pro-Baratta sottolinea altri dati importanti: esso rappresenta anzitutto la reazione indignata dei veneziani e dei veneti che credono nei risultati conquistati sul campo dalla loro Biennale, la sola istituzione italiana di livello internazionale. Lo confermano - ecco il secondo elemento - le adesioni giunte da tutto il mondo, dai direttori di alcuni prestigiosi musei, dalla Modern Tate Gallery di Londra al Moma di New York, alla Neue Pinakothek di Monaco come da artisti, architetti, studiosi. Anche dall'Italia i sottoscrittori vanno da Alberto Arbasino (che in vita sua avrà firmato, sì e no, tre appelli) e da altri intellettuali importanti a tanti cittadini comuni, dalla Sicilia al Trentino-Alto Adige, studenti, pensionati, tecnici, operai, casalinghe. Il voto della Camera, per quanto consultivo, è una lezione anche per chi ha cercato, da Roma, di spostare voti leghisti sul "sì" a Giulio Malgara amministratore delegato di "Chiari Forti", amico personale di Berlusconi col quale mimava passi di jogging in tenuta candida, assicurando che avrebbe privilegiato l'Arena di Verona nel prossimo riparto dei fondi ministeriali fra le Fondazioni Musicali. Insomma, una volta tanto, anche nella palude di un Paese berlusconizzato, degli "amici degli amici", dei favoriti e delle favorite, grazie all'opposizione e ad una sorta di referendum popolare cui Articolo 21 ha dato un valido contributo, ha vinto la meritocrazia. Per un giorno almeno. Facciamo durare a lungo questo giorno.
Biennale, stop all'uomo spot
La Commissione Cultura della Camera ha ratificato con 23 voti pari la proposta di nomina a presidente della Biennale di Venezia di Paolo Baratta. La candidatura di Giulio Malgara è stata bocciata, nonostante l'annunciato voto favorevole della Lega. La decisione è stata presa dopo un appello di circa 4.000 persone che hanno sottoscritto un'inchiesta in favore della riconferma di Baratta. L'appello ha ricevuto risposte positive da direttori di musei internazionali e da artisti, architetti e studiosi. La decisione della Camera è stata vista come una lezione per la presidente della commissione, on.
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