All'insegna dell'antigrazioso un percorso di mostre da visitare nei prossimi mesi su e giù per l'Italia, dal «Bello e le bestie» a Trento e Rovereto al mondo a testa in giù di Baselitz, in esposizione a Genova L'icona dei tempi duri che verranno è senz'altro lui: Matthew Barney con la faccia da satiro, essere floreal-animale in grado di mimetiche trasformazioni con creature fantastiche, abitatrici di boschi immaginari. L'epoca che si apre non è certo delle migliori e l'arte riflette sulla società in modo eccentrico, naturalmente con stupefacenti salti di identità. Così per addentrarci dentro il «politicamente scorretto» si può pensare un viaggio mirato al Mart di Trento e Rovereto per cambiare atmosfera e immergersi in una fantascienza del corpo mutante, prospettiva che ormai non è neanche troppo lontana. Il Bello e le bestie. Metamorfosi, artifici, ibridi dal mito all'immaginario scientifico - questo il titolo della rassegna a cura di Lea Vergine e Giorgio Verzotti, visitabile fino a maggio - racconta attraverso centauri, meduse, sfingi e cyborg contemporanei le manipolazioni umane (e animalesche) in 180 opere, che sbocciano a metà sentiero tra la scienza e la genetica. È un itinerario spericolato che mostra l'alterità e incrocia pelle, peli e menti di creature mai viste, fantasmi e incubi di diverse generazioni. L'inquietudine è di casa in questa mostra e lo spettatore può alternativamente approdare tra le braccia di un cupo Böcklin per poi navigare alla volta delle foreste di Odilon Redon fino alle estreme prove carnali di Ana Mendieta (un corpo, il suo, tuffato e affogato nel fango), alle disarticolazioni di membra di Cindy Sherman e le trasformazioni in «felino» di Louise Bourgeois. Apparizioni inconsce, angosce metropolitane che partono dalla mitologia per apparecchiare un futuro dark e nebbioso che ci traghetti a ritroso fino ai giorni nostri. La «bestia» in versione disneyana è anche quella messa in scena dalle carcasse simili a cartoon (nonostante siano terribilmente vere) di Damien Hirst al Museo archeologico di Napoli. Meno calligrafici e ben più feroci appaiono invece i «corpi vissuti», impregnati di cronaca, del Caravaggio ultima maniera, forse tra le mostre più belle allestite nel 2004 (al Museo di Capodimonte a Napoli fino al 23 gennaio). In linea con queste metamorfosi e allucinazioni che scardinano la realtà, almeno per quanto riguarda una medesima soggettività, intensissima, che vi viene espressa, a dispetto di tanti minimalismi e concettualismi, un'altra esposizione che fino al 17 febbraio prossimo porta a Genova, presso il Palazzo della Borsa Nuova, le opere di Georg Baselitz (a cura di Bruno Corà). Il suo teatro crudele che pone tutto il mondo a testa in giù fin dal 1969, un mondo sfigurato da colpi di pennello micidiali, impastato di colore, segno e forme umane, rende questo artista tedesco tra gli ultimi alfieri dell'antigrazioso, un eroe dell'ambigua valenza del brutto che impera ovunque. All'effetto cool della pubblicità e dell'artificio mediatico si contrappone così un universo che si ricentra a partire da sé, dal soggetto - frazionato, disturbato, ultra-scomposto - ma pur sempre soggetto: anche la mostra Action Painting, aperta fino a febbraio, può leggersi in questa direzione. Siamo al Foro Boario di Modena e le opere che sfilano di fronte al visitatore sono quelle firmate da Pollock, Gorky, Rothko, Franz Kline (sua la retrospettiva al Castello di Rivoli, fino al 25 gennaio), De Kooning, Tobey: provengono da grandi musei internazionali e l'orchestrazione del tutto è opera di Luca Massimo Barbero. La «pittura d'azione» che segnò la stagione d'oro dell'arte americana a partire dagli anni Quaranta si può oltretutto godere gratuitamente. Insieme ai quadri sono esposte anche alcune carte e disegni che evidenziano il processo preparatorio di quelle esplosioni gestuali, ognuna di matrice diversa. Ancora una volta, tra figura umana deformata e linee astratte, torna il carattere misticheggiante di un'arte profondamente spirituale, che mosse i primi passi guardando ai mandala indiana (Pollock) o alle saghe d'Oriente (Rothko), imperniata sulla mutevolezza della percezione individuale. Per chi invece desidera uscire in una sorta di «estasi» dalla claustrofobia delle emozioni private e s'ingegna per sapere di più sull'Europa che si va impadronendo di nuove frontiere geopolitiche e culturali, la mostra Instant Europe a Villa Manin (Codroipo, Udine, fino al primo maggio, a cura di Francesco Bonami) può rappresentare un'ottima occasione, in un zigzag fra foto e video, per una ricerca sull'identità collettiva - se mai ne esistesse una - così come viene percepita in paesi come la Lettonia (la vita delle comunità isolate di lavoratori) o la Repubblica ceca, con i contrasti tra i suoi paesaggi rurali e urbani. Katrina Neiburga è un'artista di Riga (classe 1978). Lei sintetizza il nuovo passaggio in maniera lieve, con la sua favola o soap-opera dal titolo Magic Things: al centro, due innamorati in vacanza con tanto di roulotte, vivono situazioni paradossali, sembrano sempre dentro un set pubblicitario, si autorappresentano con colori sgargianti come fossero il frutto di una fiction perenne, sono circondati da un mondo di fiori finti e porcellane kitsch. Se il visitatore dopo questo tour natalizio piuttosto sconcertante (nonostante sia ammantato di una certa «classicità») ha bisogno di una sosta rigenerativa e sognante, c'è qualcosa che può correre in suo soccorso. Sono le meravigliose «finestre» primaverili aperte direttamente su un panorama onirico scaturito dal Liberty di Galileo Chini (1873-1956), esposte alla Galleria d'arte moderna di Roma. Diciotto tele di quattro metri di altezza che inneggiano alla vita e al fiorire dell'amore. Un po' di speranza.
Le prossime mostre 2005: Brutti, scomposti, bestiali
In Italia, diverse mostre d'arte sono state organizzate nei prossimi mesi. Una di queste è "Il Bello e le bestie. Metamorfosi", che si tiene a Trento e Rovereto e presenta opere di artisti come Matthew Barney, Georg Baselitz e Ana Mendieta. La mostra esplora temi come la trasformazione, la manipolazione umana e la creazione di creature fantastiche. Un'altra mostra è "Action Painting", che si tiene a Modena e presenta opere di artisti come Pollock, Gorky e Rothko. Questa mostra si concentra sulla pittura d'azione e sulla sua evoluzione nel corso degli anni.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo