Un cittadino mette in guardia dal rischio crollo a minacciare la stabilità dell'edificio anche un albero C'è un serio pericolo di crollo per la torre di Caprona che si erge sulla sommità di una collina quasi completamente consumata da una cava. L'antica torretta si trova in condizioni fatiscenti. Eppure, nonostante il degrado, la sua posizione sull'orlo di un precipizio scavato dall'uomo, la rendono una curiosità paesaggistica di forte impatto. Per precisione storica si deve citare il vero nome, Torre degli Upezzinghi, che è quel che resta di un castello costruito in epoche piu recenti; quello medievale venne smantellato nel 1433 dai Fiorentini, dopo che si furono impadroniti di Pisa. Per il possesso di Caprona, nell'agosto del 1289, si svolse una battaglia tra l'esercito della lega guelfa di Toscana, formato soprattutto da Lucchesi e Fiorentini, e le truppe ghibelline del comune di Pisa, allora retto da Guido di Montefeltro, che vide i primi vincere dopo un assedio durato otto giorni. Caprona è pure citata da Dante Alighieri nel XXI canto dell'Inferno della Divina Commedia che si compiace ripensando ai ghibellini sconfitti, usciti dal castello tra le schiere dei vincitori. «La Torre, dopo secoli di abbandono totale, presenta oggi degli sventramenti che si accentuano sempre più con il crescere della pianta di abete adiacente, le cui radici avanzano sotto le fondazioni, e, come una "leva" silenziosa e implacabile, è giunta ormai all'imminente "resa" della Torre. Se poi l'inverno prossimo dovesse essere caratterizzato anche da "gelate", ciò aumenterebbe la probabilità del crollo finale», dice Alberto Malvaldi che oltre ad avere segnalato il problema ai quotidiani ha scritto anche alla procura di Pisa.