Il caso Alla Biennale no, magari al Maxxi. Il ministro dei Beni culturali Galan auspica che il presidente uscente della Biennale di Venezia Paolo Baratta, da lui sostituito con Giulio Malgara, «prenda in carico» il Museo di Roma. Listituzione inaugurata nel 2010, a dire di Galan, «soffre di carenze di sponsorizzazioni» e potrebbe quindi trarre giovamento da una nuova leadership. Le parole del ministro, riportate dal Gazzettino, riaccendono la "battaglia" sulla Biennale. Stavolta Baratta rompe il silenzio e risponde con una lettera pubblicata ieri dallo stesso quotidiano veneto. «Sono indisponibile per qualsiasi altro tipo di incarico che non sia il proseguimento del lavoro alla Biennale», scrive Baratta, il cui mandato scade il 18 dicembre. E precisa: «Confermo la mia disponibilità a proseguire nel lavoro intrapreso per un altro mandato, anche per portare a termine i vari e complessi progetti avviati, molti dei quali in accordo con gli enti locali». Insomma Baratta ribadisce comunque la fiducia accordatagli dagli enti territoriali: prima di tutti dal sindaco Giorgio Orsoni e dal governatore Luca Zaia. Intanto, continua la raccolta di firme per Baratta alla Biennale. Dopo Nicholas Serota della Tate Modern di Londra, ieri ha aderito anche il direttore del Centre Pompidou di Parigi Alain Seban.