Borrelli: è giusto ma bisogna evitare leccesso opposto Lapertura è uno spettacolo mondiale, ha importanti ricadute economiche e ha un valore per Milano e lItalia Francesco Saverio Borrelli, ex procuratore generale della Repubblica e noto appassionato di musica, condivide lappello del Comune per una Prima della Scala più sobria? «Trovo sacrosanto che in un momento di crisi come questo si debbano moderare le spese e gli eccessi, ma credo altrettanto che sia inevitabile che una grande rito come linaugurazione della stagione lirica della Scala abbia un aspetto mondano». Che cosa intende dire? «Bisogna stare attenti e non fare del moralismo. La Prima della Scala è un avvenimento di risonanza mondiale, che attira spettatori da tutto il mondo. Uno spettacolo che ha caratteristiche culturali come lapertura della stagione del Piermarini non può essere condizionato dalla situazione globale». Quali sono, a suo parere, gli eccessi da evitare? «Cè un versante mondano che non può essere trascurato. Il fatto che poi gli enti pubblici che sono coinvolti nella gestione di questa cerimonia debbano cercare di attuale politiche di risparmio e discostarsi dalle pratiche di spesa degli anni passati è unaltra cosa». La pensa come Paolo Grassi che allepoca della sua sovrintendenza difendeva lo smoking di rigore per la Prima paragonandolo allabito della festa che si indossa per il corteo del Primo maggio? «È un tema complesso. Se da un lato è bene che in momenti di difficoltà si dia prova di austerità è anche impossibile dimenticare la valenza di una serata come questa. Occorre la sensibilità politica di adottare una linea di comportamento che non offenda chi in questo momento è colpito dagli effetti della congiuntura. Bene la severità con lo spreco e il lusso, ma al tempo stesso bisogna conservare il livello di un avvenimento di portata mondiale che ha fatto della Scala il teatro più famoso nel mondo». La Prima di SantAmbrogio, però, è spesso stata anche teatro di proteste fuori dal teatro. Teme che questanno il clima sarà più teso? «Spero di no. Mi auguro che non accada nulla che possa turbare unoccasione che resta soprattutto una ricorrenza di alto valore culturale. Non vorrei che per una sorta di calvinismo di dimenticassero gli aspetti positivi di un evento come questo. Il fatto, per esempio, che richiami in Italia spettatori da tutto il mondo con ricadute economiche. La cultura ha bisogno di un ambiente che favorisca la sua diffusione. È bene che le risorse economiche destinate alla cultura non vengano mai turbate». Nemmeno in un momento di sacrifici come questo? «La lirica è costosa, ma questa non è una buona ragione per affossarla. Al contrario. È giusto spendere per finanziare le tradizioni culturali di questo Paese». È giusto limitare gli inviti vip? «Molti inviti vengono pagati dagli sponsor, ma forse sarebbe opportuno evitare le passerelle dei politici».