A PROPOSITO del dibattito che si è aperto sulla capacità degli attuali strumenti urbanistici di Bologna di tutelare il patrimonio storico e documentale della città, rinviando ad altra occasione l' impegno ad entrare nel merito, mi piacerebbe sapere a quali casi si riferisce Pierluigi Cervellati quando dice sulle pagine di Repubblica " La città storica si sta dissolvendo ed il Rue legalizza questo delitto". Se, come dice Elio Garzillo, si tratta dell' edificio di piazza VIII Agosto e di quello di via Riva Reno vale la pena di precisare quanto segue. Per l' intervento in piazza VIII Agosto la Commissione per la qualità architettonica (Cqap) aveva escluso di recepire la richiesta di mancanza di pregio storico e documentale avanzata a più riprese dai progettisti. La Cqap prendeva "atto della perizia statica e delle conseguenti assunzioni di responsabilità da parte del firmatario" esprimendo "parere favorevole alla "demolizione con fedele ricostruzione" e prescrivendo che nella ricostruzione rimanesse l' obbligo ad intervenire con le «metodologie del restauro», in particolare sull' involucro che rappresenta un' importante presenza storico-testimoniale nel paesaggio urbano. ta in piena efficienza fino al termine dei lavori e per i cinque anni successivi». E la Regione stessa si fa garante «della tutela della pubblica incolumità, attraverso la messa a disposizione degli ingegneri strutturisti più qualificati e la quantificazione complessiva e indipendente dell' impatto dell' opera, comprensiva dei danni prodotti e degli eventuali danni futuri per i cittadini e per Anas». A TAL proposito la Cqap invitava esplicitamente i progettisti a "considerare in ogni modo la possibilità di non demolire almeno la facciata del fronte principale, al fine di non perdere la testimonianza dell' autenticità di quel fronte per quanto riguarda l' impatto sulla scena urbana e per le modifiche che nel tempo sono avvenute sullo stesso". Nei fatti poi questo invito è stato completamente disatteso per motivi statici, in forza delle attuali normative antisismiche, con la demolizione dell' edificio e con la sua ricostruzione fedele, il che ha mantenuto l' aspetto dell' edificio ma ha portato inevitabilmente a realizzare un falso, che soddisfa i conservatori ma sulla cui validità si possono aprire altre considerazioni. Quello dell' attuale normativa antisismica e dei suoi obblighi di adeguamento e rinnovamento strutturale è un tema che riguarda l' argomento in questione, che nulla ha a che vedere con il Rue e che anzi in molti casi finisce per sopravanzarlo. Per quanto riguarda invece la "casetta bianca" di via Riva Reno è bene ricordare, ancora una volta, che essa è stata realizzata quando ancora il Rue non era vigente e che l' edificio di cui si proponeva la demolizione e ricostruzione non era vincolato in alcun modo dall' allora vigente Piano Regolatore. La classificazione 3a che lo riguardava permetteva la demolizione con ricostruzione e non obbligava a nessuna modalità di intervento in special modo per il rispetto dell' esistente o per la riproposizione di situazioni preesistenti. Gli unici vincoli venivano dagli allineamenti dei fronti e dal rispetto di un' altezza che non interferisse con gli affacci su quel lotto da parte degli edifici limitrofi. Trattandosi di un edificio ove era possibile intervenire con una semplice Dia (ancora possibile in quel momento) il progettista, risolti i suddetti problemi normativi, non riteneva di dovere chiedere altri pareri e procedeva modificando un primo progetto esaminato in via preliminare dalla Cqap e quindi senza nessun parere da parte di quest' ultima. E questo è un altro aspetto da tenere in considerazione. Infatti le attuali semplificazioni procedurali derivanti da norme nazionali portano alla possibilità non controllata di una vasta serie di interventi anche sul patrimonio storico: Cil (opere senza implicazioni strutturali) e Scia (opere con implicazione strutturali), che anche in questo caso poco hanno a che fare con il Rue. (l' autore è presidente Commissione per la Qualità Architettonica e del Paesaggio del Comune di Bologna)