Confronto tra esperti per gli alberi monumentali. In primo piano il secolare ficus di villa Garibaldi C'è anche la sughera mosaica di Niscemi che, con i suoi 400-500 anni e 5,50 metri di circonferenza del tronco è una delle più vecchie e più grandi in Italia, tra gli alberi monumentali che costituiscono un patrimonio culturale e naturalistico da tutelare e valorizzare. Se n'è parlato, ieri, all'Orto Botanico in un convegno organizzato da Legambiente Sicilia. «C'è chi ha stimato che in Sicilia- dice Gianfranzo Zanna,responsabile per i Beni Culturali di Legambiente Sicilia- ci siano almeno 600 alberi monumentali. Con la campagna 'Cerchiamo Monumenti della Natura' in cui abbiamo coinvolto scuole, associazioni ed enti locali abbiamo diffuso gli obiettivi del nostro progetto di valorizzazione di questo magnifico e inedito tesoro culturale e ci ha permesso di raccogliere ben 243 segnalazioni di piante monumentali ". Ma cos'è un albero monumentale? "I fattori che contribuiscono a determinarlo - dice Francesco Ferrini, dipartimento Scienze delle Produzioni Vegetali dell'Università di Firenze- sono l'età, le dimensioni, il valore storico-culturale, paesaggistico ed ecologico". La locuzione latina serit arbores quae alteri saeculo prosint ovvero pianta alberi che serviranno ai posteri, ben si addice al secolare Ficus Macrophylla di Villa Garibaldi, l'albero dalla chioma più grande d'Europa, piantato a Palermo tra il 1861 e il 1863. Un albero le cui radici aeree, che s'infiggono al suolo sorreggendo come colonne la chioma, venivano descritte -come ricorda Giuseppe Barbera, del dipartimento "Demetra" dell'Università di Palermo- da Leonardo Sciascia "rami mostruosamente articolati () pauroso emblema delle violenze e dell'imprevedibilità della natura () a fronte di quel palazzo in cui tragiche memorie s'assommano all'umana violenza". La Sicilia come tutela questo patrimonio? "Nel 2005 l'assessorato regionale Beni Culturali ha istituito, per decreto,- dice Gianfranco Zanna- un Albo delle Piante Monumentali , con 60 piante riconosciute. Da allora nulla è stato fatto. E' necessaria la completa applicazione del decreto, raccogliere tutti i materiali prodotti per integrare l'Albo , mettere in rete e coordinare le diverse attività di censimento e conoscenza dei monumenti della natura ed individuare risorse economiche per interventi di cura". Come sottolinea Mario Candore, dirigente del servizio aree protette dell'Azienda regionale Foreste Demaniali "nel 2007 abbiamo censito 430 grandi alberi, in massima parte ricadenti all'interno del territorio forestale". Arianna Zito 29102011