Ha varcato i confini nazionali la polemica scoppiata in seguito alla decisione del Governo di sostituire il vertice della Biennale di Venezia, nominando presidente Giulio Malgara al posto di Paolo Baratta. La settimana scorsa la notizia è stata riportata con grande evidenza anche dal settimanale BD, il magazine di architettura più diffuso in Inghilterra. In un articolo di apertura a pagina 3, richiamato anche in prima pagina, il settimanale stigmatizza la decisione definendo Giulio Malgara come un imprenditore del settore alimentare («food importer») conosciuto per «aver portato la bevanda sportiva Gatorade in Italia, ma senza interessi culturali degni di nota». L'articolo, inoltre, evidenzia la «protesta dei precedenti direttori» della Biennale di architettura contro la scelta del «primo ministro di affidare il ruolo a un caro amico», anche se in realtà la competenza sulla nomina dei vertici della Biennale spetta al ministero dei Beni culturali. «La decisione di estromettere Baratta - scrive BD -, ex banchiere e personalità ampiamente riconosciuta nel mondo dell'arte e dell'architettura, ha suscitato controversia tra i vecchi direttori della Biennale di architettura». Il settimanale cita le posizioni critiche espresse da Richy Burdett, direttore della Biennale 2006, di Deyan Sudjic, direttore nel 2002, oltre che di Vittorio Gregotti e Aaron Betsky, direttore nel 2008. Anche in Italia la notizia non è passata inosservata. L'appello lanciato dal quotidiano La Nuova Venezia (Finegil editoriale, gruppo Espresso) ha raccolto in pochi giorni migliaia di firme e sul web si sono moltiplicate iniziative e pagine di protesta contro la scelta di sostituire Baratta.