Conto alla rovescia per il voto in Senato, il direttore dei Beabourg firma l'appello della «Nuova» Se Malgara dovesse «toppare» anche al Senato, Galan potrebbe giocare la carta-Christillin. Per ora è una semplice ipotesi che circola sottovoce nelle stanze ministeriali, perché il sostegno del ministro dei Beni Culturali al manager pubblicitario suo amico è ferreo e ripetuto. Ma sia lui, sia lo stesso Malgara hanno dichiarato - dopo la bocciatura della Commissione Cultura della Camera - di attendere il voto di quella del Senato (a metà novembre) che intanto domani ascolterà in audizione il sindaco di Venezia Giorgio Orsoni. Sulla carta al Senato la maggioranza è in vantaggio di un voto e dovrebbe portare a casa il sì a Malgara. Ma le incognite non mancano: dal ruolo della Lega ai possibili «mal di pancia» di qualcuno: ad esempio la senatrice Adriana Poli Bortone, del movimento Noi Sud, che pochi giorni fa ha rimproverato a Berlusconi di pensare troppo alla Lega e poco al Meridione. E allora, se anche al Senato uscisse la «frittata», con una seconda bocciatura di Malgara, sostenerlo diventerebbe problematico. Galan potrebbe uscirne allora con una candidatura a sorpresa come quella di Evelina Christillin. Una candidatura al femminile di una manager e donna di cultura - è stata tra l'altro presidente del Comitato promotore delle Olimpiadi di Torino del 2006 ed è presidente del Teatro Stabile di Torino - su cui anche il centrosinistra non potrebbe eccepire. Galan, con il suo capo di gabinetto Salvo Nastasi, ci aveva già pensato nei mesi scorsi, prima di "virare" definitivamente su Malgara. Ora potrebbe diventare il jolly per uscire da una situazione difficile. Intanto, il presidente della Biennale Paolo Baratta comunica con una dichiarazione che è «indisponibile per qualsiasi altro incarico» che il ministro «nella sua cortesia possa pensare di proporgli», dopo che Galan in un'intervista aveva dichiarato che avrebbe potuto essere un ottimo presidente per il Maxxi, il museo statale d'arte contemporanea di Roma. «Per parte mia - scrive Baratta - confermo la mia disponibilità a proseguire nel lavoro intrapreso per un altro mandato, anche per portare a termine i vari e complessi progetti avviati, molti dei quali in accordo con gli enti locali». Una disponibilità che però vale solo per la Biennale. Proseguono intanto le firme all'appello della Nuova Venezia a favore della Biennale di Baratta, già oltre quota 4 mila. Ieri ha firmato anche il direttore del parigino Centre Pompidou - il mitico Beabourg - Alfred Pacquement.