I fondi Ue. Villari: partiti i primi tavoli tecnici per l'avvio degli interventi Coinvolta anche Invitalia. Accordi con il ministero: dopo i crolli si allarga il fronte della mobilitazione Cervelli in campo per salvare Pompei. La chiamata a raccolta sembra aver funzionato: universitari e ricercatori hanno risposto all'appello del ministero confermando e dando la loro immediata disponibilità al piano di salvataggio del sito archeologico più grande del mondo. Al ministero dei Beni Culturali sono già arrivate le adesioni della Federico II, della Seconda Università, dell'istituto Suor Orsola Benincasa e del Cnr. Ad annunciarlo il sottosegretario Riccardo Villani, che una settimana fa aveva lanciato «Save Pompei», un appello alla mobilitazione delle eccellenze, che ha incontrato ieri a Napoli i vertici della Facoltà di architettura della Seconda Università di Napoli, dell'Università Federico I1 e del Centro di Competenza sui Beni Culturali Benecon. Nei prossimi giorni incontrerà anche il preside del Suor Orsola Benincasa, rappresentanti degli Ordini professionali nazionali e dirigenti del Cnr. «Dopo l'appello del ministero, arrivano immediati i primi importanti riscontri - dice Villari - e nell'incontro ho ricevuto la piena disponibilità dei due atenei ad offrirci le proprie competenze a sostegno di interventi tecnico-scientifici nell'ambito del sito archeologico di Pompei». Il sottosegretario ribadisce che «la sinergia e la collaborazione sono indispensabili per la salvaguardia di questo tesoro del nostro patrimonio e la situazione attuale richiede l'apporto e l'ausilio di tutti. I due atenei napoletani - conclude - sono eccezionali serbatoi di competenze e la disponibilità manifestata va nella direzione che da tanto auspichiamo e che, sono convinto, ci permetterà di superare definitivamente l'emergenza». Intanto, dopo il via libera dei 105 milioni di fondi europei per Pompei, annunciato mercoledì a Roma dal commissario europeo Johannes Hahn, si stanno anche predisponendo i tavoli tecnici perla messa a punto dei programmi di avvio dei lavori. «La nostra preoccupazione, adesso - ha spiegato Villan - è accelerare i tempi per quanto riguarda la messa a punto della documentazione necessaria ad avviare gli interventi. Anche Invitalia è già a lavoro su questo. Noi ci stiamo attivando perché la Soprintendenza possa avere a disposizione le competenze di tutti e possa muoversi rapidamente e con efficienza. Bruxelles, infatti, non anticipa i soldi: pagherà a lavoro fatto, e se fatto bene». La conferma che dall'Unione Europea arriveranno i soldi promessi dovrebbe servire a far fare un passo in avanti anche ai tavoli di trattativa per gli investimenti dei privati, italiani e stranieri. La certezza di un piano - del suo finanziamento, e della sua realizzazione con il controllo della Commissione europea - per la messa in sicurezza degli Scavi, dovrebbero rappresentare un incoraggiamento e una garanzia per chi vuole investire. Sarà convocato per la prossima settimana a Napoli, dunque, il tavolo tecnico tra ministero, Regione Campania e Comune di Pompei per discutere il piano dell'Unione Industriali. Per quanto riguarda gli investitori stranieri, gli imprenditori francesi riuniti nel consorzio La Defense che attraverso la storica dell'arte italo-francese Patrizia Nitti hanno dato la loro disponibilità ad investire 200 milioni in dieci anni negli Scavi, e una fondazione americana che avrebbe manifestato il suo interesse per Pompei, l'appuntamento è a fine novembre, a Parigi, dove il 28 novembre è prevista la firma della convenzione Mibac-Unesco.
Save Pompei, si fanno avanti università e Cnr
Il ministero dei Beni Culturali ha lanciato un appello alla mobilitazione delle eccellenze per salvare Pompei. L'appello è stato seguito da una chiamata a raccolta degli universitari e ricercatori, che hanno confermato la loro disponibilità al piano di salvataggio del sito archeologico. I primi tavoli tecnici sono stati convocati per l'avvio degli interventi, coinvolgendo anche Invitalia. Il sottosegretario Riccardo Villani ha annunciato che la disponibilità dei due atenei napoletani è stata confermata e che la sinergia e la collaborazione sono indispensabili per la salvaguardia del sito.
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