Un grido di allarme rivolto al governo per contrastare "il rischio di chiusura dei laboratori" dell'Opificio delle pietre dure di Firenze. E un appello ai privati, al cosiddetto nuovo mecenatismo, affinché contribuiscano alla salvaguardia e alla tutela di questa importante realtà. E' la richiesta d'aiuto lanciata dal presidente e vice della commissione Cultura di Palazzo Vecchio, il Pd Leonardo Bieber e Mario Tenerani (PdL) che hanno spiegato la grave situazione in cui versa l'Opificio e in particolare il Laboratorio degli Arazzi, l'unico statale in tutta Italia, che ha ridato vita a veri e propri capolavori oggi esposti anche al Senato e al Quirinale. "Il Governo consenta l'assunzione di nuovo personale per l'ente, e 'salvi' i posti di lavoro delle restauratrici del settore Arazzi, lavoratrici esterne che tra poco vedranno scadere il loro contratto". Questo è il contenuto di una mozione promossa dalla commissione cultura di Palazzo Vecchio. "L'Opificio - sottolinea Bieber - è la più importante realtà italiana nel campo del restauro, oltre che una vera e propria ricchezza storica e culturale fiorentina e versa in condizioni di grave difficoltà: bene sarebbe che il ministro Galan, che di recente ha annunciato l'assunzione definitiva di 170 precari in varie sovrintendenze, destini qualche posto anche all'Opificio". Il blocco delle assunzioni nel pubblico impiego rischia, infatti, di far scomparire per sempre, al momento in cui andranno in pensione gli attuali dipendenti, un patrimonio di conoscenze e di professionalità molto specifiche acquisite nel corso di tutti questi anni. Ad aggravare ulteriormente tale situazione, l'impossibilità di assumere personale a tempo determinato per singoli progetti di restauro, a causa della mancanza di fondi pubblici e del venir meno dell'impegno dei privati. Il Laboratorio degli Arazzi è oggi ridotto ad una persona. Ci vorrebbe un aumento di tre addetti fino a un massimo di 5".