Risposta a Tomaso Montanari Le opinioni e la valutazioni sono soggettive espressioni delle proprie convinzioni, i fatti non possono essere deformati a proprio uso e consumo. Tomaso Montanari, che non ho il piacere di conoscere, nell' articolo pubblicato sul Corriere Fiorentino del 19 ottobre scorso prende posizione nella polemica sorta fra il sottoscritto e il direttore del museo degli Uffizi, Antonio Natali sulla richiesta di trasferimento temporaneo della Gioconda di Leonardo dal Louvre a Firenze. Gli argomenti che egli porta a sostegno del Natali fondamentalmente ruotano attorno a una questione : che questa operazione nulla a che fare con la formazione e la conoscenza dell'arte. Ci sono moltissimi modi di intendere e compiere atti ed eventi che contribuiscono alla formazione e la conoscenza dell'arte e mi sembra che nessuno possa avere la pretesa di erigersi ad autorità assoluta che determina quali sono i modi accettabili e quali no. Montanari parla di un marketing cinico riferendosi alla nostra iniziativa e ignorando intenzionalmente le ragioni della nostra richiesta. Così come soprassiede sul fatto che il nostro Comitato da questa operazione non ne trae nessun vantaggio economico dato che il suo operare non è dettato da motivi finanziari. Si dovrebbe poi spiegare che differenza c'è fra un marketing cinico e non cinico. Se per fare un esempio la richiesta del rientro della Gioconda per onorare il centesimo anniversario del ritrovamento del quadro a Firenze fosse stata fatta dallo stesso direttore degli Uffizi si sarebbe trattato di un marketing buono? Credo che vi sia anche un altro implicito paradosso espresso sia da Natali e avvallato dal Montanari inerente al fatto che se si va a visitare la Gioconda al Louvre si mantiene la funzione di formazione e conoscenza dell'arte, se la Gioconda viene a Firenze no. Per quanto concerne l'offesa alle 80.000 persone che hanno sottoscritto la petizione mantengo ferma la mia posizione dato che siamo in democrazia e la volontà di migliaia di cittadini hanno una loro dignità. Questo per quanto concerne il campo delle diverse opinioni e concezioni sul ruolo dell'arte e sui diversi tipi di marketing che si possono mettere in campo. Gravi e inaccettabili sono invece alcune parole sul fatto che io abbia o non abbia le competenze richieste. Montanari si erge a giudice supremo e senza portare nessuna prova a sostegno della sue affermazioni, asserisce che io non ho nessuna competenza in materia. Personalmente non ho capito quali sono le competenze che secondo Montanari io dovrei avere ma sono sempre pronto a confrontarmi con lui sulla Gioconda e su Leonardo. Sono inaccettabili anche le falsità sull'assenza di ritrovamento di resti ossei negli scavi al Convento di S. Orsola. Nella prima fase degli scavi stessi sono stati trovati due resti mortali completi e due incompleti. La seconda fase riprenderà a novembre. Altro aspetto che è stato intenzionalmente cancellato è che gli scavi sono sotto la direzione della sopraintendenza archeologica di Firenze. Per quanto riguarda il contributo di 12.000 euro ricevuti dalla provincia di Firenze, se Montanari si fosse seriamente documentato saprebbe che la quasi totalità della cifra è stata usata per le ricerche preliminari compiute con il geo-radar. Ricerche che la Provincia avrebbe dovuto comunque compiere, indipendentemente dalla ricerca su Lisa Gherardini, sulla base di impegni presi con la sopraintendenza archeologica di Firenze. Infine,attenendoci ai fatti, anche sulla ricerca del Caravaggio Montanari potrebbe avere a disposizione le serie e rigorose ricerche compiute da varie Università Italiane che hanno collaborato con il Comitato medesimo. Se avesse compiuto questo semplice atto non avrebbe scritto parole gratuite e offensive per chi si è impegnato in questa ricerca. Silvano Vinceti REPLICA DI TOMASO MONTANARI Prima i fatti. 1. Silvano Vinceti non è uno storico dell'arte. 2. Il Comitato Nazionale per la Valorizzazione dei Beni Storici Culturali e Ambientali (che egli ha fondato e presiede) è un'associazione privata con un nome curiosamente assonante a quello di alcuni organi ministeriali. Prima che il suo sito web fosse oscurato dal'amministratore per «inadempienze amministrative da parte del committente», vi si poteva leggere che la ragione sociale di quell'associazione è «fare marketing, una promozione del nostro patrimonio culturale». 3. Non c'è alcuna prova che i frammenti ossei ritrovati a Sant'Orsola appartengano a Lisa Gherardini. 4. Nello scorso aprile Vinceti ha tenuto una conferenza stampa nella sede della Provincia, collegando esplicitamente i 12.000 euro alla ricerca delle ossa di Monna Lisa. Tutti i media hanno riportato la notizia, e nessuno l'ha smentita. 5. La richiesta di ottenere in prestito la Gioconda dal Louvre non è supportata da nessuno storico dell'arte (sia esso professore universitario o funzionario di soprintendenza), e non fa parte di un progetto scientifico. Ma ha avuto il sostegno della Provincia di Firenze, almeno sul piano mediatico. 6. Sull'asserito ritrovamento della ossa di Caravaggio nessuno studio è stato pubblicato su riviste scientifiche riconosciute. E ora le opinioni. Mettiamo che io, rimanendo lo storico dell'arte che sono, fondassi domani il 'Comitato per la valorizzazione della salute delle tonsille' e raccogliessi centomila firme per chiedere al vescovo di Dubrovnik di spedire a Firenze il reliquiario del capo di San Biagio, protettore della gola, ottenendo un gran clamore mediatico e l'esplicito appoggio della Provincia di Firenze. Se il preside della Facoltà di Medicina dicesse che la cosa non ha alcun valore terapeutico, o di educazione sanitaria, ebbene, io non potrei davvero accusarlo di disprezzare i cittadini che avessero firmato. Ed è esattamente questo che è successo, con la 'Gioconda' al posto della reliquia e il direttore degli Uffizi al posto del preside di Medicina. E come della salute dei corpi e dell'educazione sanitaria si occupano i medici, così della salute delle opere d'arte dell'educazione artistica si occupano gli storici dell'arte. Ma mentre l'esercizio abusivo della professione medica è un reato, chiunque può provare a proporsi come storico dell'arte (o come storico, o filosofo): e in questo caso gli anticorpi non possono che venire dalla critica pubblica esercitata sulla stampa. Su una cosa, tuttavia, Vinceti ha tragicamente ragione. Chiedendo di spostare la 'Gioconda' come una reliquia e al fine di far marketing, egli non fa che estremizzare in modo caricaturale una deriva alimentata e legittimata anche dagli addetti ai lavori della storia dell'arte. Le mostre-evento con singole opere che viaggiano fuori contesto come madonne pellegrine sono all'ordine del giorno, e se la Soprintendenza di Firenze era disposta a far partecipare la Velata di Raffaello ad un ballo di gala in un albergo di Montecarlo è difficile che a qualcuno non venga in mente di chiedere la 'Gioconda' o, domani, il 'David' di Michelangelo.Vinceti ha avuto la sfortuna di imbattersi proprio in Antonio Natali, uno dei pochi funzionari con la schiena diritta che resistono, per quanto possibile, a questo sfascio. Ma se le cose procedono così, tra vent'anni un ministro per il Marketing dei Beni Culturali potrebbe nominare proprio Vinceti alla direzione degli Uffizi. Fino a quel giorno, tuttavia, l'opinione pubblica ha il diritto di avere gli elementi per decidere se, trattandosi di Leonardo, l'operatore del marketing Silvano Vinceti sia più o meno credibile del direttore degli Uffizi Antonio Natali. Tomaso Montanari
Corriere della Sera
28 Ottobre 2011
✓ Entità verificate
Le ossa e i viaggi della Gioconda (l'arte è anche marketing o no?)
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Tomaso Montanari
Corriere della Sera
Artista / Persona
Bene culturale
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