Frontali di sarcofagi romani del III secolo d.C. usati come stencil da parete in salotto. Il basamento di una colonnina in marmo del III d. C. «riadattato» a ciotola per i croccantini del gatto. E una bellissima architrave con motivi floreali e l'iscrizione «studia cn oct», sistemata in bella vista tra i tavolini di un bar in pieno centro. Sono le incredibili scene cui si sono trovati davanti i carabinieri del Reparto Operativo Tutela Patrimonio Culturale, che in due diverse operazioni a Roma hanno portato al recupero di oltre 350 preziosi reperti, per lo più di epoca romana e dal valore di oltre un milione di euro, tutti detenuti illegalmente. «Nel primo caso - racconta il generale Pasquale Muggeo - c'è stata una segnalazione dei guardiaparco dell'Appia Antica» su un casale nell'area di Capo di Bove. Nel secondo un maresciallo ha notato in un elegante bar del Nomentano un architrave. E a casa del proprietario un altro piccolo tesoro, con 26 tra crateri, kylix a figure rosse, anfore di età imperiale, capitelli corinzi, medagliette in oro e persino un busto in marmo di Dioniso del II secolo d.C.