Gentile Direttore, la parola sviluppo ha solitamente una connotazione positiva, contiene una promessa. Ma può avere implicazioni rovinose, se la si usa per il massiccio investimento che si prepara per il porto di Santa Margherita Ligure e le sue adiacenze, e che avrebbe, se approvato e realizzato, l'effetto di trasformare in modo radicale e irreversibile uno dei luoghi più belli della costa tirrenica, una perfetta sintesi tra lascito storico, qualità estetica e valore ambientale. Il progetto presentato dalla Santa Benessere Social spa avrebbe, come persino l'accurato rendering non riesce a nascondere, un impatto ambientale e paesistico enorme. Molto dubbi sono, invece, i benefici per gli abitanti, contrariamente a quel che sostiene nella sua intervista al Monda il promotore dell'iniziativa, Gabriele Volpi; e nulli sono anche i vantaggi per gran parte degli ospiti. Il parere negativo della Sovrintendenza e dello stesso ministro ai Beni culturali, il mobilitarsi di varie associazioni, le riserve espresse da addetti ai lavori come da figure pubbliche (da Renzo Piano, che di recente ha espresso un giudizio netto e definitivo, a Giulia Maria Crespi, da Piero Ottone a Giuliano Pisapia, a Don Gallo) testimoniano in modo molto eloquente la preoccupazione per i grandi rischi che l'intervento comporta. E a fronte, va detto, del sondaggio effettuato per conto degli stessi promotori, che registrava una prevalenza di opinioni favorevoli, stanno le oltre 3.300 firme già raccolte in pochi mesi a Santa Margherita contro il progetto, nonché un secondo sondaggio commissionato dal Fai da cui risulta l'opposizione del 71 dei residenti e del 53 degli ospiti abituali. Questi ultimi, indiscutibili dati vengono ovviamente ignorati da Volpi, che nella sua intervista parla di una protesta di pochi «ricchi intellettuali che hanno ville nella zona»... Santa Margherita rappresenta, come la vicina Portofino, un valore ambientate, paesistico, culturale che deve essere assolutamente protetto: come appunto è stato per Portofino. E la sua stessa valenza economica e turistica può essere conservata solo tutelando quel patrimonio. Dei rischi connessi a progetti come questo devono essere consapevoli residenti e amministratori locali, ma non solo: un'opinione pubblica bene informata può essere il miglior strumento di difesa di un bene che è di tutti.