Potrebbe definirsi al più presto la destinazione dell'oratorio del Rosario all'interno del convento di San Domenico a struttura museale pertinente alla chiesa del Patrono. A fornire notizie in merito, è Giuseppe Carrabino, coordinatore delle confraternite. «L'incontro in Prefettura, che ha visto coinvolti tutti i soggetti interessati, ha dato esito positivo».ù E ancora Carrabino più nel dettaglio: «All'incontro erano presenti oltre al rappresentante della Prefettura, anche della Sovrintendenza, della Curia arcivescovile e dell'Arcipretura di Augusta». Nel corso della riunione è stato raggiunto un accordo sulle modalità operative di individuazione del patrimonio riferibile al Fec e la successiva gestione. La chiesa di S.Domenico potrebbe pertanto in tempi brevi disporre di quei locali già individuati dalla civica Amministrazione per i quali si sono già espressi favorevolmente con appositi atti sia la Giunta che il Consiglio comunale. «Si attende pertanto - aggiunge - la formalizzazione dell'atto di retrocessione dei locali ad uso della rettoria che ha già ufficialmente dichiarato di destinarne una parte a sagrestia mentre l'ampio locale denominato Oratorio diverrà il primo nucleo del costituendo museo dell'Arcipretura. «Del resto - prosegue Carrabino -, lo stesso locale individuato per l'esposizione museale è di per sè una struttura di grande interesse storico sia perché inserito all'interno del prestigioso convento domenicano, sia perché è stato donato dai Cavalieri di Rodi ospiti della città nel settembre del 1529 prima di prendere possesso dell'isola di Malta». Furono gli stessi cavalieri a commissionare il corredo pittorico che adornava l'oratorio e che, dopo il sisma del 1693, non fecero mai mancare il loro sostegno economico per la cura e l'officiatura. Con la sistemazione post-terremoto, tra le varie opere realizzate per abbellire l'edificio, vi furono anche quindici «lunette» su tela raffiguranti i «Misteri del Rosario» che oggi, almeno per le tele residuali conservate, sono oggetto di un accurato restauro a cura del laboratorio Antonio Arcidiacono di Catania. «La pala dell'altare raffigurante la Vergine del Rosario con S.Domenico e San Pio V è già stata restaurata qualche lustro addietro», spiega ancora il coordinatore delle Confraternite. Il corredo pittorico dell'oratorio è pertanto restaurato, manca solamente la retrocessione dei locali alla Rettoria per restituire alla città una preziosa pagina della sua secolare storia. «Confidiamo - ha detto l'arciprete Gaetano Incardona - nella sollecita definizione di questa annosa pratica, al fine di poter esporre ai fedeli e agli estimatori del "bello" le pregevoli testimonianze lasciateci in eredità da quanti ci hanno preceduti nella fede». Il recupero dello storico edificio, oltre a costituire una pubblica offerta a carattere religiosa di valore inestimabile, ma concorrerà al rilancio dell'immagine turistica del territorio, con un sito il cui patrimonio non teme concorrenza. A. s. 28102011